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Ultimo aggiornamento il 23/10/2021 alle ore 21:05

Attualità e Politica

06/10/2021 | 15:07

Giochi in Lombardia, As.tro: "Tar ancora a favore degli operatori, no a limiti orari che cancellano il valore economico della concessione"

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Giochi As.tro: il Tar Lombardia accoglie il ricorso contro il Comune di Treviglio (BG)

ROMA - Dopo l’annullamento dell’ordinanza del Comune di Fara Gera D’Adda (BG), il Tar Lombardia torna a pronunciarsi sulla questione delle limitazioni orarie alle attività di gioco, accogliendo il ricorso contro l’ordinanza del sindaco del Comune di Treviglio, presentato da una società di gestione facente parte del Direttivo As.tro e difesa dall’avvocato Massimo Piozzi del Centro Studi As.tro. 
Il Tar Lombardia, si legge in una nota dell'associazione, «parte dal presupposto che lo strumento ordinario della regolazione degli orari delle attività di gioco è certamente utilizzabile, tuttavia deve farsi carico della necessità di rispettare l’equilibrio tra esigenze pubbliche (prevenzione della ludopatia) ed esigenze private (iniziativa economica, libero accesso al gioco)». 

In altri termini, sottolinea Piozzi, «vi è un sistema di controlli a monte che attribuisce ai gestori dell'attività di gioco un'aspettativa tutelabile a svolgere un'attività economicamente remunerativa, e al pubblico un'aspettativa parimenti tutelabile ad accedere alle diverse tipologie di gioco con modalità non penalizzanti. Dunque, la discrezionalità nella riduzione degli orari di gioco è necessariamente limitata e, secondo il TAR lombardo, "non deve mai spingersi fino al punto da cancellare il valore economico della concessione"». Il punto focale, si legge ancora, è« però se la riduzione degli orari di gioco sia una misura realmente necessaria per contenere il gioco d'azzardo patologico: a questo proposito - insistono i giudici amministrativi - è evidente che la regolazione del gioco per fasce orarie è maggiormente giustificabile se inserita in strumenti con efficacia temporalmente circoscritta, come le ordinanze contingibili e urgenti, sul presupposto di un'emergenza sanitaria da gioco d'azzardo patologico accertata dall’autorità sanitaria». Un presupposto «che però manca all’interno del Comune di Treviglio dove, secondo il Tar Lombardia, "non vi è un’emergenza sanitaria, visto l’esiguo numero di residenti in cura presso i Servizi per le Dipendenze".

I giudici amministrativi rimarcano quindi la necessità «che gli enti locali consultino l’ADM prima dell’introduzione di una disciplina restrittiva nei rispettivi territori» e, a questo riguardo «può essere utile anche il coinvolgimento dei gestori, o dei rappresentanti dei gestori, per comprendere in quale misura l’introduzione di nuove soluzioni tecnologiche possa in concreto prevenire o limitare il fenomeno del gioco d'azzardo patologico».

RED/Agipro

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