Agipronews

Hai dimenticato la password?

Ultimo aggiornamento il 16/04/2024 alle ore 18:35

Attualità e Politica

25/07/2023 | 21:34

Giochi nelle Marche, via libera del Consiglio regionale alla modifica della legge: 6 ore di stop per slot e vlt, distanziometro a 200 metri nei piccoli Comuni e no a pubblicità per nuove sale

facebook twitter pinterest
Giochi Marche Consiglio regionale legge slot vlt distanziometro pubblicità

ROMA - Via libera del Consiglio regionale delle Marche alla proposta che modifica l'attuale legge sul gioco: le nuove disposizioni vanno ad accorciare da 12 a 6 ore complessive la fascia oraria di interruzione quotidiana per slot e videolottery, mentre le nuove sale potranno essere posizionate in locali ad almeno 200 metri dai luoghi sensibili nei Comuni con popolazione fino a cinquemila abitanti e almeno 300 metri nei Comuni con popolazione superiore a cinquemila residenti. Nuove previsioni per i luoghi sensibili che ora comprendono scuole, istituti per giovani, università, banche e sportelli automatici per i prelievi, negozi compro oro e per il trasferimento di denaro, oltre a ospedali, strutture sanitarie e residenze protette per soggetti fragili di qualsiasi età. Inoltre è vietata la pubblicità su aperture o installazioni di apparecchi per il gioco lecito. 
La maggioranza ha accolto un emendamento della consigliera regionale del Pd, Manuela Bora, volto a prevedere la collaborazione con l'Osservatorio regionale antiracket e antiusura per contrastare le situazioni sospette o già inserite nel sistema usuraio e a promuovere iniziative di sensibilizzazione contro la dipendenza dal gioco d'azzardo. La maggioranza ha proposto e approvato un ordine del giorno per vietare il gioco nei giorni feriali e in orari notturni (dalle 2 di notte alle 8 di mattina). "Le modifiche riguardano solo alcuni punti legati ad aspetti secondari della legge originaria i cui obiettivi non vengono in nessun modo toccati", ma soprattutto si dà corso a una "semplificazione necessaria per la piena e doverosa applicabilità di una legge che lasciava in un limbo parte delle categorie che dovrebbe disciplinare", ha spiegato il relatore Mirko Bilò (Lega).
RED/Agipro

Foto: Wikimedia Commons

 

Breaking news

Ti potrebbe interessare...

x

AGIPRONEWS APP
Gratis - su Google Play
Scarica

chiudi Agipronews
Accesso riservato

Per leggere questa notizia occorre essere abbonati.
Per info e costi scrivere a:

amministrazione@agipro.it

Sei già abbonato?
Effettua il login inserendo username e password