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Ultimo aggiornamento il 29/06/2022 alle ore 20:35

Attualità e Politica

16/06/2022 | 09:56

Giochi, Neri (Anci): "Necessaria riforma che armonizzi la normativa a livello nazionale, il ruolo dei Comuni è fondamentale ma servono risorse"

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ROMA - «In assenza di una legge quadro» sul gioco, «i Comuni e le Regioni si sono sentiti responsabili di gestire l'aspetto sanitario e tutto questo ha generato un'eccessiva frammentazione, per cui è difficile operare per gli enti locali, ma anche per una nuova attività imprenditoriale che si trova a gestire delle regole diverse a seconda della sua posizione geografica». Il ruolo dei Comuni sul tema «va adeguatamente valorizzato ed inserito in una cornice normativa che sia stabile e uniforme, tale da consentire agli enti di operare all'interno di un quadro nazionale favorevole a produrre regolamentazioni locali e programmazione di attività di medio e lungo periodo». Lo ha detto Simona Neri, sindaco di Laterina Pergine Valdarno e delegata dell'Anci sul gioco, nel corso di un'audizione nella Commissione parlamentare di inchiesta sul gioco illegale e sulle disfunzioni del gioco pubblico.
Nella bozza della legge delega a cui ha lavorato il MEF, «appare positiva la previsione di forme vincolanti di partecipazione dei Comuni al procedimento di autorizzazione e di pianificazione» delle sale «che tenga conto di alcuni parametri, come la distanza dai luoghi sensibili validi per l'intero territorio, il limite massimo degli apparecchi presenti in ogni esercizio, fasce orarie di gioco definite a livello nazionale», ma «qualunque intervento normativo dovrà prevedere che la definizione dei criteri specifici di localizzazione venga sancita con un'intesa, magari partendo dall'accordo raggiunto in Conferenza Unificata nel 2017. Il passaggio decisivo è cercare di armonizzare le normative regionali», ha sottolineato.

ROMA - «Va fatto uno sforzo in tre direzioni: prima di tutto dobbiamo superare la logica dell'invarianza del gettito» derivante dai giochi, «perchè altrimenti l'azione di contrasto al gioco patologico rischia di risultare insufficiente. Poi è necessario garantire una compartecipazione dei Comuni a una parte delle entrate derivanti dal gioco legale e soprattutto dalle azioni di contrasto del gioco illegale, da utilizzare anche per i controlli diretti sul territorio e per le campagne» di contrasto alla dipendenza. «Auspichiamo che possa aumentare anche la dotazione annuale del fondo per il gioco patologico, prevedendo anche dei meccanismi di attuazione in capo alle Regioni col coinvolgimento dei Comuni. Il ruolo che possono svolgere i Comuni è fondamentale, ma servono risorse».
«Bisogna garantire ai Comuni la facoltà di emanare dei regolamenti locali per programmare una distribuzione più ordinata sul territorio, senza rischiare che questi provvedimenti vengano impugnati», ha spiegato. «Bisogna favorire poi azioni più incisive di prevenzione del disturbo da gioco, ad esempio prevedendo che ogni giocatore possa accedere per un massimo di monte ore personale (attraverso il codice fiscale, la tessera sanitaria o col riconoscimento biometrico)», ha continuato. Per gli enti locali sarebbe utile ottenere «i dati sulla localizzazione e sulla quantità dei punti gioco. Esiste già l'applicativo Smart di Adm, uno strumento molto importante che andrebbe potenziato per riuscire ad avere un dato più completo, con i dati integrati su tutte le forme di gioco pubblico disponibili sul territorio», ha concluso.
MSC/Agipro

Foto: Facebook

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