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Ultimo aggiornamento il 07/12/2022 alle ore 20:40

Attualità e Politica

26/09/2022 | 11:45

Giochi, cosa succede dopo le elezioni: Freni punta a tenere la delega, Minenna prossimo alla scadenza e intanto al Mef…

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Giochi cosa succede dopo le elezioni: Freni punta a tenere la delega Minenna prossimo alla scadenza e intanto al Mef…

ROMA - Il centro destra ha vinto le elezioni, ora si può aprire la partita dei giochi. L’industria attende (con moderata fiducia) le prime mosse della nuova maggioranza: i tre partiti della coalizione sono tra i più vicini alle istanze del settore anche se proprio Fratelli d’Italia ha espresso frequentemente critiche e preoccupazione per il proliferare del gioco. In ogni caso, Giorgia Meloni ha sempre difeso il tessuto produttivo del paese, aziende di gioco incluse, e con ogni probabilità continuerà a farlo. Nello schieramento vincente, c’è anche la Lega di Matteo Salvini, che ha spesso e volentieri difeso la rete di gioco pubblico. In Piemonte, ad esempio, la Giunta Cirio ha deciso – anche contro una parte dell’opinione pubblica – di cancellare la retroattività della norma precedente (targata Pd) che imponeva il temuto distanziometro. Oltre alle innumerevoli proposte emendative presentate negli ultimi anni, quasi sempre in favore della filiera, la Lega ha anche supportato tutte le misure di salvataggio durante la pandemia dall’interno dell’Esecutivo, grazie all’azione del sottosegretario con delega ai giochi, prima Claudio Durigon e poi Federico Freni. Esattamente il contrario di quanto era avvenuto nel primo governo Conte, quando la responsabilità politica sul settore era finita nelle mani del pentastellato Alessio Villarosa. Anche da Forza Italia è sempre arrivato un sostanziale appoggio alle istanze degli operatori di gioco, in particolare attraverso le proposte emendative in Parlamento dei deputati D’Attis e Ruggieri. Insomma, il quadro generale – in attesa delle necessarie verifiche sui fatti concreti - sembra migliorato rispetto al precedente contesto politico. Che aria tira lo vedremo subito con le nomine: Freni ha già chiaramente detto di voler restare dov’è, a via XX Settembre, anche per portare avanti il piano di riordino per ora solo abbozzato. Via alle danze anche attorno alla poltrona di Marcello Minenna, Direttore generale dell’Agenzia delle Dogane. Il suo incarico triennale scadrà a inizio 2023 e inoltre – dal momento della fiducia parlamentare ottenuta dal nuovo Governo (verso la fine di ottobre, si prevede) – decorreranno i 90 giorni di tempo per mettere in pratica lo spoils system, vale a dire il “ricambio” degli alti dirigenti dello Stato (compresi i capi dipartimento, come è il DG di Adm). Minenna è arrivato al vertice di piazza Mastai in un’altra stagione politica ma il personaggio riscuote apprezzamento e quindi nulla può essere escluso. Cambiamenti sostanziali, secondo i ben informati, arriveranno anche al gabinetto del Ministero dell’Economia, un ufficio cruciale per l’equilibrio dei giochi nei prossimi cinque ann.

NT/Agipro

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