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Ultimo aggiornamento il 12/08/2022 alle ore 11:25

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24/06/2022 | 17:16

Giochi e antiriciclaggio: verifiche nei negozi, controlli su carte di credito e analisi dei conti online, le procedure dei concessionari per l'invio degli alert a Bankitalia

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Giochi e antiriciclaggio: verifiche nei negozi controlli su carte di credito e analisi dei conti online le procedure dei concessionari per l'invio degli alert a Bankitalia (1)

ROMA - Si parte con la segnalazione di un esercente, o dal rilevamento di un'anomalia della movimentazione dei conti di gioco, come l'improvviso aumento del volume di gioco, l'identificazione dubbia di un cliente, o importi significativi di ricarica e di prelievo. Indici di potenziali attività illecite che fanno scattare una complessa serie di verifiche e controlli incrociati e che possono culminare con l'invio di un Segnalazione di Operazione Sospetta alla UIF, l'Unità di informazione finanziaria della Banca d'Italia. L'attività antiriciclaggio nel settore del gioco è uno dei cardini su cui poggia l'intero sistema legale, fondamentale per garantire la sicurezza dei giocatori e la tutela delle cospicue entrate erariali per lo Stato. Un compito delicato, illustrato oggi nel corso di una tavola rotonda a Bankitalia "Tradizione e innovazione - La qualità delle SOS e l'analisi aggregata" da Antonio Arrotino, Head of Compliance – MLRO SKS365, in rappresentanza del settore del gaming. «Partiamo dallo studio delle disposizioni generali dettate dalla UIF e dall'Agenzia Dogane e Monopoli, per poi tararle sulla base delle nostre attività - spiega ad Agipronews - I controlli sono fissi, costanti, e riguardano ogni tipo di gioco: scommesse, poker, casinò e tutti i prodotti online. La prima segnalazione può partire da un esercente, nel caso sorgano dubbi su un giocatore. In questo caso i gestori della nostra rete hanno a disposizione un modulo - totalmente riservato - con il quale fornire tutte i dettagli e che verrà da me valutato tempestivamente. Oppure si parte dai controlli del nostro dipartimento antiriciclaggio, quindi da un iter segnalatorio interno. In alcuni casi l'iniziativa arriva anche da altri dipartimenti, come ad esempio dal Customer Service o da quello Finance», continua.

Dopo il primo alert si passa alla fase dell'approfondimento: per l'online, ad esempio, si esaminano i conti di gioco, il rapporto tra ricariche e prelievi, si verificano le carte di credito, la frequenza e le fasce orarie delle transazioni. Per le agenzie, invece, si procede con l'analisi dei dati del turnover (nel caso di dubbi sul punto vendita), o con i controlli sulle ricevute di gioco annullate, applicando inoltre il divieto per i gestori e loro soci o familiari a gestire eventuali conti online. «A volte servono giorni - spiega ancora Arrotino ad Agipronews - Vanno monitorati il cliente e il conto di gioco, è necessario controllare la documentazione e sono valutazioni che richiedono sempre uno studio nel tempo. Un'attività "strana" dal punto di vista dell’antiriciclaggio potrebbe essere poco significativa se rilevata una sola volta, mentre un comportamento anomalo continuato nel tempo solleva sicuramente più dubbi. Per questo è importante il monitoraggio nel continuo».

Una volta stabilita la fondatezza e inviato l'alert alla UIF, il concessionario ha sostanzialmente portato a termine il suo compito. «Sarà l'Unità a decidere con ulteriori verifiche se la SOS è fondata. In quel caso verranno trasmesse alla Guardia di Finanza, alla Dia o alla Dna, a seconda dei reati ipotizzati. A distanza di sei mesi/un anno, invece, i soggetti obbligati ricevono un feedback dalla UIF sulle segnalazioni inoltrate». Rispetto al periodo pre-pandemia, gli alert sono cresciuti in maniera significativa: «In parte è dovuto alla crescita del gioco online, dopo il lungo lockdown della rete fisica - conclude Arrotino - In parte si deve anche allo sforzo fatto dalla UIF che ha messo a disposizione dei concessionari un inoltro più facile dei file relativi alle segnalazioni».
LL/Agipro

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