Attualità e Politica
19/04/2023 | 09:05
19/04/2023 | 09:05
ROMA - "Un efficace contrasto alla criminalità organizzata non può che passare da una fase di ripensamento complessivo della materia" dei giochi, anche perché "una normativa frammentaria difficilmente può perseguire ed attuare gli interessi tutelati dalla Carta costituzionale". Sono le conclusioni a cui è giunto il Comitato su "Influenza e controllo criminali sulle attività connesse al gioco nelle sue varie forme" – guidato dal senatore del Movimento 5 Stelle, Giovanni Endrizzi – nell’ambito dei lavori della Commissione Antimafia, presieduta dal grillino Nicola Morra. La relazione, che riflette il clima politico della scorsa legislatura, è stata resa pubblica nelle ultime ore. Le indagini della magistratura – è scritto nel documento - "indicano che il settore deve essere rivisto e meglio regolamentato" e "sarà compito del Parlamento ricostruire il giusto bilanciamento di interessi tra Stato e concessionarie". Per questo, "è fondamentale ampliare le competenze, soprattutto in una materia complessa e assai delicata: se risulta necessario il primato del Ministero dell’economia, appare altrettanto necessario un intervento del Ministero della salute e del Ministero dell’istruzione", suggerisce il Comitato, che nelle sue raccomandazioni propone di uniformare i controlli, inasprire le sanzioni e rafforzare la normativa antiriciclaggio.
Uniformità dei controlli - "I controlli nel settore dei giochi scontano una complessità di base dovuta alla farraginosità delle norme e alla complessità tecnica degli apparecchi da controllare", si legge nella relazione. "Per garantire un’uniforme esecuzione dei controlli su tutti gli operatori del settore" è necessario "provvedere al coordinamento" delle verifiche e a "una loro capillare pianificazione", da affidare "a una forza di polizia con competenza generale", come ad esempio "la Polizia di Stato": l'individuazione di una forma di coordinamento "consentirebbe di poter individuare anche le modalità di formazione e di aggiornamento di adeguate competenze".
Tracciamento giocate - Per rendere più efficaci i controlli, si dovrebbe "rendere disponibile sui dispositivi in dotazione a ciascun organismo di controllo, l’andamento in tempo reale di ogni operatore, per rendere non solo l’offerta legale riconoscibile e tracciata, ma anche controllabile", spiega il Comitato che ipotizza diverse soluzioni: "la necessità di inserire una ID card per ogni tipo di giocata" (come avviene ad esempio per l'acquisto delle sigarette attraverso i distributori automatici), l'uso "esclusivo della moneta elettronica come mezzo di pagamento", la formazione degli operatori (attraverso "la frequenza di un corso di abilitazione professionale, la verifica periodica del documento unico di regolarità contributiva e la presentazione della certificazione antimafia") e "l'adozione di una rigorosa disciplina per dipendenti e collaboratori che preveda, tra l’altro, una specifica autorizzazione per ogni singola posizione".
Inasprimento delle sanzioni - Le infiltrazioni della criminalità organizzata nel settore "impongono un ripensamento delle sanzioni, con la previsione di figure delittuose anche per le condotte oggi sanzionate a titolo di contravvenzione", consentendo "la contestazione del reato di associazione a delinquere per tutte le condotte illecite nel settore dei giochi". Inoltre, "andrebbe valutata la possibilità di estendere l’applicazione delle intercettazioni telefoniche all’intero settore dei reati di giochi". Infine, "appare opportuno prevedere come sanzione accessoria il divieto di far parte della filiera del gioco, ad esempio per un periodo compreso tra 5 e 10 anni, per i soggetti condannati per irregolarità penali o amministrative".
Conflitto di interessi di Adm - L’Agenzia delle dogane e dei monopoli è sia l'ente pubblico che rilascia le concessioni, sia l'autorità regolatoria chiamata a "controllare l’osservanza degli adempimenti cui i concessionari sono tenuti" e "di comminare le relative sanzioni". Il Comitato sottolinea che "l’intrinseca diversità dei compiti può generare conflitti di interesse: l’esigenza di garantire gli obiettivi di cassa fissati dall’autorità di governo potrebbe non stimolare adeguatamente l’esercizio dei poteri sanzionatori, con la conseguenza di consentire la presenza sul mercato di operatori che adottano prassi non conformi alla disciplina nazionale e al diritto UE in materia di antiriciclaggio".
Antiriciclaggio - Su questo specifico tema, il Comitato suggerisce che, "nei propri report annuali, le autorità nazionali" come l'Unità di Informazione Finanziaria (UIF) "dovrebbero indicare in modo puntuale i dati riferibili a questa specifica realtà, distinguendo per ogni tipologia di operatore e di gioco, in modo da consentire adeguate azioni di contrasto" del riciclaggio nel settore.
Gestione del contenzioso - Infine, "per evitare che i procedimenti amministrativi e penali riferibili al contenzioso da gioco vengano strumentalmente prolungati al punto da vanificare l’applicazione delle sanzioni" e "per evitare la nomina di consulenti non preparati sulla specifica materia, potrebbe essere utile per la parte amministrativa individuare quale organo debba fornire in via istituzionale una forma di consulenza sugli apparecchi e sui software utilizzati".
MSC/Agipro
Foto credits: Manfred Heyde CC BY-SA 3.0
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