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Attualità e Politica

12/12/2023 | 16:32

Pubblicità dei giochi, da Agcom maxi multa a Google per 2,25 milioni di euro: rilevati 47 canali YouTube che trasmettevano annunci non consentiti

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Pubblicità dei giochi da Agcom maxi multa a Google per 2 25 milioni di euro: rilevati 47 canali YouTube che trasmettevano annunci non consentiti

ROMA – L'Agcom, Autorità per la garanzia nelle comunicazioni, ha inflitto una multa da 2 milioni e 250mila euro a Google per la violazione del decreto Dignità. Secondo quanto si legge in una delibera dell’Authority, sono stati rilevati 47 canali della piattaforma YouTube, contenenti video in violazione del divieto di pubblicità al gioco. Il provvedimento arriva a pochi mesi da una sentenza del Tar Lazio che annullava una sanzione di 750mila euro comminata dall'Agcom proprio a Google, perché in quel caso non ritenuta responsabile degli annunci trasmessi in alcuni video. In questa occasione, l'Autorità per la garanzia nelle comunicazioni specifica che il caso in esame “non verte su un singolo contenuto caricato da un utente privato una tantum o comunque sporadicamente, bensì su un elevatissimo numero di video, caricati da alcuni specifici utenti, spesso con cadenza giornaliera, tutti consistenti in una manifesta promozione di giochi con vincite in denaro disponibili su una pluralità di canali”. L'affermazione in base alla quale Google non trarrebbe alcun profitto dai contenuti pubblicati sui canali YouTube, ma solo dagli annunci che gli inserzionisti pubblicano, è giudicata quindi “non condivisibile”. Quanto alla natura di “hosting provider”, che al tempo aveva di fatto permesso l'annullamento della multa a Google da parte del Tar, la delibera spiega che “il decreto Dignità ha inteso adottare una norma generale che non consente in alcun modo di promuovere direttamente o indirettamente giochi con vincite in denaro”. Tale condizione è quindi “profondamente diversa rispetto agli innumerevoli contenuti caricati dagli utenti senza alcuna compartecipazione alle procedure di monetizzazione, per i quali è oggettivamente e tecnicamente complesso ipotizzare meccanismi di vigilanza preventiva”.

GM/Agipro

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