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Ultimo aggiornamento il 18/04/2024 alle ore 20:38

Attualità e Politica

20/03/2024 | 12:53

Regolamento giochi a Perugia, Pucci (Pres. As.tro): "Nuovi limiti troppo restrittivi, posti di lavoro a rischio"

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Regolamento giochi a Perugia Pucci (Pres. As.tro) Nuovi limiti troppo restrittivi posti di lavoro a rischio

ROMA - Rivedere il regolamento comunale in materia di giochi a Perugia, in questo momento, sarebbe “intempestivo”, poiché è in corso “un processo di riforma i cui contorni potranno delinearsi già nei prossimi mesi” e, inoltre, “avrebbe, come unico effetto, quello di avvantaggiare ulteriormente il gioco on line, così mettendo a rischio i posti di lavoro delle persone occupate nel settore del gioco terrestre, un settore che, peraltro, proprio per la forte crescita dei canali di gioco on line, sta già soffrendo forti ricadute economiche ed occupazionali”. Così si legge in una lettera scritta da Massimiliano Pucci, presidente di As.tro (associazione degli operatori del gioco lecito), al Consiglio comunale di Perugia, dove nei giorni scorsi è stata proposta una modifica del regolamento comunale in materia di giochi: la proposta prevedrebbe un’ulteriore restrizione degli orari di esercizio delle attività, rispetto a quelle già previste dal vigente regolamento comunale, nonché l’introduzione di nuovi luoghi sensibili da aggiungere a quelli già previsti dalla legge regionale. Secondo Pucci questa sarebbe una scelta non fruttuosa, in quanto è stato demandato alla Conferenza delle Regioni il compito di redigere un regolamento comune in materia, e una riforma potrebbe arrivare a breve. Viene, inoltre, criticata la scelta di inserire tra i luoghi sensibili “biblioteche comunali, delle stazioni ferroviarie e delle stazioni degli autobus”. Questa ipotesi, si legge, sconvolgerebbe il principio su cui si basa il distanziometro: “evitare la prossimità delle attività di offerta di gioco da luoghi che, per loro natura, sono destinati ad essere frequentati prevalentemente da persone, che per età o particolari condizioni personali, sono da considerare particolarmente vulnerabili rispetto ai fenomeni di dipendenza”. Se rientrassero le stazioni in questa categoria, si rischierebbe, secondo As.tro, “di poter considerare anche i supermercati e le farmacie come dei luoghi sensibili”.

RED/Agipro

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