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Attualità e Politica

27/02/2024 | 17:36

Riordino settore giochi, Frosini (Senior VP di IGT): “I tempi del bando Lotto? Dipendono da diversi fattori. Upfront fee e aggio strettamente correlati”

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Riordino settore giochi Frosini (Senior VP di IGT) “I tempi del bando Lotto Dipendono da diversi fattori. Upfront fee e aggio strettamente correlati”

ROMA – “Le tempistiche per la pubblicazione del bando di gara per le concessioni dei giochi dipendono da diversi fattori, diciotto mesi di tempo non sono una regola fissa”. Così Giuliano Frosini (Senior VicePresident di IGT, il concessionario del Lotto) in audizione della Commissione Finanze del Senato. Basta fare due conti sul tempo che ci vuole per la procedura, ha sottolineato. “Da quando viene scritto il bando, c’è bisogno di un periodo che dipende soprattutto dal parere del Consiglio di Stato. L’ultima volta ci aveva impiegato otto mesi ad esprimersi per delle motivazioni tecniche. Ci è voluto altro tempo per adeguare il bando da parte dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. La concessione scadeva a marzo 2016 ed il documento è stato pubblicato a dicembre 2015”. A questi tempi formali si aggiungono, poi, quelli dell’effettiva devoluzione della struttura da un concessionario all’altro: “Gli apparati a disposizione non sono proprietà del concessionario ma dello Stato. È però compito del concessionario ammodernarli e mantenerli affinché, alla fine della concessione, possa affidare al nuovo subentrante - che nell’accordo di convenzione accetta di mettere a disposizione una nuova infrastruttura - tutto ciò che è necessario per la raccolta”. La legge per fare questo concede altri sei mesi. È anche per questa ragione che per le ultime due gare i mesi impiegati sono stati circa diciotto, ma questo lasso di tempo dipende da diversi fattori non tutti prevedibili. L’importante è evitare interruzioni nel servizio, ha aggiunto Frosini.  
Frosini si è anche espresso sulla differenza, rispetto al passato, della cifra per l’upfront fee: “L’upfront fee è in stretta correlazione con l’aggio, che è la quantità di ricavo trasferita al concessionario in relazione al capitale investito”. Per le lotterie, infatti, lo Stato richiede al concessionario una somma proporzionale al futuro guadagno, promettendo di restituirla in cambio del mantenimento di una raccolta elevata, ragion per cui chi vince la gara ha interesse a innovare il settore e mantenere l’offerta di prodotto attraente. “Il seizing giusto dipende dall’aggio”, ha aggiunto. “L’ultima volta la raccolta media si aggirava tra 6 e 7 miliardi e l’aggio era il 6%, con una base d’asta di 700 milioni. Aggio e upfront sono strettamente collegati.  Queste due variabili dovrebbero massimizzare l’interesse generale: se si dà troppo poco aggio si rischia di chiedere troppo poco, se si dà troppo aggio si rischia che l’upfront fee sia troppo alta. Il punto di equiolibrio devono trovarlo i tecnici del Mef, che sono molto esperti e “hanno tutti gli strumenti per operare questa correlazione”.

GF/Agipro

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