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Attualità e Politica

30/09/2021 | 09:15

Siracusa, scommesse illegali tra Italia e Malta: eseguiti una decina di arresti all'alba per l'operazione "Ludos"

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Siracusa scommesse illegali tra Italia e Malta: eseguiti una decina di arresti all'alba per l'operazione Ludos

ROMA - La Polizia sta eseguendo dall'alba, per l'operazione che ha preso il nome di "Ludos", una decina di misure di custodia cautelare, in carcere e ai domiciliari, in seguito a un'ordinanza del gip del Tribunale di Siracusa. Gli arresti sono stati effettuati verso persone accusate di associazione per delinquere finalizzata all'esercizio abusivo dell'attività di gioco e scommesse on-line attraverso siti illegali, oltre che di esercizio abusivo dell'attività di credito e usura. Le indagini sono state effettuate dagli investigatori della squadra mobile di Siracusa e del commissariato di Augusta, e coordinate dal procuratore aggiunto Fabio Scavone e dai sostituti procuratori Donata Costa e Francesca Eva.

Secondo quanto afferma la polizia "i capi dell'organizzazione, raccordo tra i due distinti gruppi di gestione dei siti illegali di scommesse ed avvalendosi del rapporto con i gestori, nazionali ed esteri, ottenevano il credito necessario per l'esercizio del gioco senza anticipare denaro, fidelizzando i giocatori e assumendo credito, anche usurario, nei loro confronti. Il tutto, con l'aggravante dalla transnazionalità avendo l'associazione per delinquere in commento propaggini anche all'estero, in particolare a Malta". 

L'ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip riguarda undici indagati, tutti di Augusta. Le casse dell'organizzazione criminale si arricchivano anche grazie all'esercizio abusivo dell'attività bancaria: gli indagati, sostituendosi alle banche, "fornivano credito garantendo anche servizi di ricarica on-line di conti gioco dei clienti - ricostruiscono gli investigatori -, utilizzati per le scommesse sui siti illegali in quanto non rientranti nel circuito dell'Agenzia delle dogane e dei monopoli".

L’attività di raccolta delle scommesse "consisteva nel mantenere il proprio “pacchetto clienti”, inducendo gli stessi a giocare sui siti esteri così da eludere la tassazione nazionale".

RED/Agipro

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