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Ultimo aggiornamento il 26/06/2022 alle ore 20:15

Attualità e Politica

24/03/2022 | 17:28

Studio Doxa, Iaccarino (pres. Centro Studi Astro): “Report originale, condivisibile la posizione di Freni sul rapporto tra operatori e istituzioni”

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Studio Doxa Iaccarino Centro Studi Astro Report Freni

ROMA - «Lo studio di Doxa presenta caratteri di originalità nella platea intervistata che coinvolge operatori del gioco, strutture sanitarie, esperti del settore, rappresentanti sindacali e giocatori. Ne risente positivamente il contenuto dello studio che evita di cadere nella riproposizione di vuoti cliché, superando impostazioni inutilmente pregiudiziali. Il confronto che ne è derivato ha presentato elementi di notevole interesse». Lo ha detto ad Agipronews Armando Iaccarino, presidente del Centro Studi Astro, commentando i contenuti della ricerca sui giochi presentata questa mattina dalla Doxa.   
Tra i tanti temi toccati – aggiunge Iaccarino – «mi sembra di dover sottolineare l’approccio pragmatico e costruttivo del Sottosegretario Freni che ha voluto segnalare la necessità di superare la visione degli operatori di gioco come soggetti contrapposti alle istituzioni. Nel sistema del gioco pubblico essi sono strumenti dello Stato per la regolamentazione di un fenomeno sensibile». 
Secondo Iaccarino, «anche il senatore Marino, presidente della Commissione parlamentare sui giochi, ha espresso posizioni condivisibili: è necessario un confronto franco in Commissione con la partecipazione di tutte le parti interessate, basato sull’adesione comune ad un sistema di valori che, non demonizzando il gioco, assicuri adeguate forme di tutela ai cittadini, allo Stato ed alle imprese del settore». 
Questo approccio basato sulla non demonizzazione del gioco, pur nella consapevolezza della necessità di una forte regolamentazione, è parso il filo rosso di tutti gli interventi, conclude: «È uno degli aspetti più sottolineati nel report della Doxa, che chiude proprio con l’opinione dei giocatori intervistati, in questa come in altre occasioni, da cui viene l’invito ad evitare facili generalizzazioni che attribuiscano a chiunque si diverta col gioco la patente di giocatore problematico».

NT/Agipro

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