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Attualità e Politica

01/07/2022 | 12:30

World Street Skatebording, la 'lectio' di D'Agostino e la proposta alle istituzioni: "Lasciate il magnifico impianto di Colle Oppio ai nostri ragazzi"

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World Street Skatebording: la 'lectio' di D'Agostino e la proposta alle istituzioni: Lasciate il magnifico impianto di Colle Oppio ai nostri ragazzi

ROMA - Un posto dove ritrovarsi, fare sport e sentirsi parte di una comunità e di un laboratorio culturale. Davanti al Colosseo, è nata la pista di qualificazione olimpica di skate di Colle Oppio e, adesso che il mondo degli skaters ha un luogo dove riunirsi, non vuole più lasciarlo. «Io dico che questo fantastico site – ha detto Roberto D'Agostino - deve rimanere lì' dov'è, per sempre, in modo che i nostri ragazzi possano 'skateare', incontrarsi, stare bene e formare comunità in nome dell'amicizia. Io sono padre e sarei molto felice, come immagino lo sarebbero tutti i padri e le madri,  se mio figlio potesse venire qui a divertirsi. E allora proponiamolo con energia alle istituzioni: lasciate qui questo straordinario impianto, con il Colosseo sullo sfondo poi...»-. E’ questa la richiesta arrivata in occasione della performance di Roberto “Dagospia” D'Agostino, organizzata da Sport e Salute e World Skate, durante la quale le 'guest stars' sono state il presidente della FISR Sabatino Aracu, il direttore internazionale del World Skate Luca Basilico, Paolo Von Vacano per la casa editrice Drago, il fotografo Paolo Cenciarelli – autore degli scatti sul mondo degli skaters del libro di Roberto D'Agostino 'Tracce da marciapiede” -  e il delegato allo sport della Regione Lazio Roberto Tavani. D’Agostino  ha tenuto una lectio magistralis sul mondo dello skate, i parallelismi e le diverse contaminazioni nella vita di ognuno di noi,  ripercorrendone la storia e tratteggiandola con gli accadimenti degli ultimi 60 anni. 'Dago' ha poi intrattenuto ospiti e skaters con una session ai piatti e il mixer, mettendo musica e animando il tramonto sul Colosseo. 
«Lo skate è un piacere indecifrabile: saltare. E’ l’immagine della libertà», ha detto Dago durante la 'lectio magistralis', la sua cultura underground e l’ispirazione per tanti ragazzi e artisti. «Fare un trick – ha detto – non è un fine, è vita. E’ il miracolo di Icaro: decollare». Tutte le culture, nascono da una sottocultura che emerge e si trasforma: «sono quelle che gettano il seme; il rap, il punk e anche lo skate sono nati per strada», ha spiegato D’Agostino. «Nell’estate del 1976 lo skate diventa esproprio proletario delle città. Si fa per se stessi, ma crea una comunità. Si cade e ci si rialza. Si conquistano spazi lasciando le tracce sul marciapiede», le sue parole.

RED/Agipro

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