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Ultimo aggiornamento il 09/04/2026 alle ore 17:58

Attualità e Politica

09/04/2026 | 16:30

Fondazione Fair: “AI e nuovi strumenti a tutela del gioco responsabile”

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 Fondazione Fair: “AI e nuovi strumenti a tutela del gioco responsabile”

ROMA - La gestione del rischio nel gioco online sta entrando in una nuova fase. Con la nuova concessione, ai concessionari viene richiesto di adottare sistemi di analisi comportamentale in grado di prevenire situazioni di gioco problematico, aprendo la strada a un cambio di approccio significativo.
Come riporta un’analisi effettuata da Fondazione Fair, fino a questo momento, le politiche di gioco responsabile si sono basate prevalentemente su strumenti standardizzati come i limiti di deposito, di spesa o di tempo, l’autoesclusione e i messaggi informativi che, pur rappresentando una base indispensabile di tutela, agiscono in modo uniforme su utenti diversi e spesso intervengono quando il rischio è già evidente.

L’introduzione di modelli basati sull’osservazione dei comportamenti consente invece di spostare l’attenzione sul singolo giocatore. Grazie anche all’Intelligenza Artificiale, è possibile analizzare grandi quantità di dati e individuare variazioni anche minime nei pattern di gioco, come cambiamenti nella frequenza delle sessioni, negli importi spesi o negli orari di attività.
Questo approccio permette di intervenire in modo più tempestivo e mirato, attraverso azioni proporzionate al profilo del giocatore: avvisi contestualizzati, inviti alla riflessione, suggerimenti di pausa o di impostazione di limiti volontari. Il valore principale risiede nella capacità di intercettare segnali deboli e cambiamenti graduali, prima che si traducano in comportamenti problematici.

“Questi modelli possono diventare ancora più robusti se alimentati anche da evidenze provenienti dalla ricerca scientifica e dall’utilizzo di scale psicologiche e strumenti di valutazione del rischio, come il PGSI, capaci di arricchire la lettura dei comportamenti osservati. In altri termini, la tecnologia produce il massimo valore quando non si limita a classificare eventi, ma dialoga con la conoscenza maturata sul piano psicologico, comportamentale e sociale”.

Tuttavia, l'analisi della Fondazione Fair precisa che occorre chiarire come utilizzare l'Intelligenza Artificiale che di per sé non è "né protettiva né dannosa". Per cui è necessario chiarire "chi decide quando intervenire, sulla base di quali indicatori, con quali priorità e sotto quale controllo. Se i modelli vengono progettati in un contesto in cui prevale esclusivamente la logica di valore economico del giocatore, il rischio di ambiguità è evidente. Se invece vengono inseriti in un quadro di regole condivise, metriche comuni e principi di trasparenza, l’AI può diventare uno strumento di tutela realmente evoluto".

Il risultato dipenderà dalla capacità di adottare un approccio fondato su trasparenza, evidenza scientifica e misurazione dell’impatto, affinché l’innovazione diventi un reale strumento di tutela.

FRP/Agipro
 

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