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Ultimo aggiornamento il 17/04/2026 alle ore 13:35

Attualità e Politica

17/04/2026 | 11:45

Egp-Fipe, gioco minorile: a Napoli 1 su 3 coinvolto, pubblicati i nuovi dati

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Egp Fipe gioco minorile: a Napoli 1 su 3 coinvolto pubblicati i nuovi dati

ROMA - A Napoli il gioco con vincita in denaro tra i minori è un fenomeno tutt’altro che marginale: il 34% dei ragazzi tra i 15 e i 17 anni dichiara di aver giocato almeno una volta nell’ultimo anno, nonostante il divieto. Il dato cresce fino al 38% nelle aree socio-economicamente più fragili, ma il fenomeno attraversa l’intera città e non resta confinato a singoli contesti.

È quanto emerge da due ricerche – “Valutazione del fenomeno del gioco minorile con vincita in denaro a Napoli”, realizzata dall’Università degli Studi di Napoli Federico II (Dipartimento di Scienze Sociali), e “Minori e gioco d’azzardo. Analisi del fenomeno a Napoli”, realizzata da Noto Sondaggi – che restituiscono un quadro coerente e articolato del fenomeno.

I due studi evidenziano dinamiche convergenti: distribuzione territoriale, profili di rischio, ruolo della famiglia e dei pari, impatto del digitale e strategie di prevenzione.

Dai dati emerge un profilo più esposto: soprattutto maschi, con età più avanzata all’interno della fascia minorile e con percorsi scolastici più fragili o non liceali. La maggiore incidenza si registra nei contesti con minori risorse economiche e educative, ma la diffusione resta trasversale.

L’ingresso nel gioco è legato in primo luogo alle relazioni: oltre la metà dei minori indica gli amici come principale fattore di avvicinamento, mentre più di un terzo richiama la consuetudine familiare. Il gioco assume così anche una dimensione sociale, connessa a dinamiche di gruppo e bisogno di appartenenza.

Accanto ai contesti fisici, pesa la dimensione digitale. L’online non sostituisce il gioco tradizionale, ma ne facilita la diffusione e contribuisce a processi di esposizione e normalizzazione, in un contesto in cui la quasi totalità dei minori utilizza quotidianamente la rete.

Sul territorio, quasi l’80% dei ragazzi segnala la presenza nel proprio quartiere di luoghi legati al gioco, mentre circa la metà dichiara di non saper distinguere chiaramente tra punti legali e illegali. Un elemento che evidenzia un problema di riconoscibilità e di efficacia dei presìdi.

Le due ricerche convergono anche sulle risposte necessarie: il contrasto al fenomeno non può essere affidato solo a misure repressive, ma richiede una strategia integrata basata su prevenzione, educazione e controllo. Centrale è il coinvolgimento di famiglia, scuola, istituzioni e territorio, in una logica di rete.

In questo quadro si inserisce la posizione di EGP-FIPE, che richiama la necessità di rafforzare la tutela dei minori, rendere più chiara la distinzione tra legale e illegale e sviluppare strumenti di prevenzione condivisi: “Il rischio cresce dove si indeboliscono prevenzione, controllo e consapevolezza”, dichiara l’Associazione, sottolineando l’importanza di presìdi di legalità riconoscibili e di una responsabilità operativa diffusa.

Particolare attenzione è posta anche al digitale e alla necessità di intervenire nei contesti più esposti, affiancando alle misure di controllo percorsi educativi e opportunità di socializzazione alternative.

Il quadro che emerge è quello di un fenomeno complesso, radicato nei contesti sociali e relazionali. Una realtà che richiede risposte altrettanto articolate, capaci di tenere insieme prevenzione, educazione e presidio del territorio.

RED/Agipro

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