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Ultimo aggiornamento il 01/06/2026 alle ore 11:25

Attualità e Politica

01/06/2026 | 11:11

Firenze, Cassazione annulla multa da 10mila euro a un bar: "Installati apparecchi senza vincita in denaro, non valgono le regole delle slot"

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Firenze Cassazione annulla multa da 10mila euro a un bar: Installati apparecchi senza vincita in denaro non valgono le regole delle slot

ROMA - La Corte di Cassazione ha annullato una sanzione da oltre 10mila euro irrogata dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (Adm) nei confronti del titolare del “Bar Chalet Pineta di Bartolini Dino”, esercizio commerciale situato in provincia di Firenze, chiarendo che gli apparecchi contestati non rientrano nella disciplina delle slot machine. Infatti, secondo quanto emerge dalla sentenza, “gli apparecchi da gioco di cui si discute non distribuivano vincite in denaro”, elemento ritenuto decisivo ai fini della corretta qualificazione giuridica dei dispositivi.

La causa trae origine da un controllo di Adm, al termine del quale era stata contestata la presenza di apparecchi ritenuti irregolari e applicata una sanzione amministrativa superiore a 10.400 euro, con la contestuale confisca dei terminali. L’Agenzia sosteneva che le macchine dovessero essere ricondotte alla disciplina degli apparecchi con vincita in denaro prevista per le slot machine, con conseguente obbligo di collegamento alla rete telematica e di autorizzazioni specifiche. Tuttavia, sia il Tribunale di Firenze sia la Corte d’Appello avevano respinto tale impostazione.

In particolare, i giudici di merito hanno rilevato che “non è rinvenibile nel verbale di contestazione alcuna descrizione delle accertate caratteristiche tecniche degli apparecchi”, ritenendo quindi non dimostrata la “riconducibilità degli stessi alla disciplina più restrittiva”.
La Cassazione ha confermato integralmente questa ricostruzione, evidenziando che la fattispecie rientra invece nella categoria dei giochi leciti previsti dal comma 7 dell’art. 110 TULPS, ossia “giochi leciti basati esclusivamente sull’abilità fisica, mentale o strategica, che non prevedono premi in denaro”.
Secondo la Suprema Corte, per questa tipologia di apparecchi non sono previsti gli stessi obblighi amministrativi previsti per le slot, come il collegamento alla rete dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. Da qui la conclusione secondo cui “la prestazione del servizio è assicurata dalla mera comunicazione dell’esercente”, senza necessità di ulteriori autorizzazioni preventive.

La Cassazione richiama inoltre la giurisprudenza della Corte di giustizia dell’UE, secondo cui le restrizioni nel settore del gioco sono ammesse solo se giustificate da motivi di “interesse generale” e proporzionate all’obiettivo perseguito. Nel caso degli apparecchi privi di vincite in denaro, tali condizioni non risultano soddisfatte, escludendo quindi l’applicazione automatica della disciplina più restrittiva prevista per gli apparecchi con vincite in denaro. La decisione conferma così l’annullamento della sanzione ritenendola illegittima.

FRP/Agipro

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