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Ultimo aggiornamento il 28/05/2026 alle ore 10:55

Attualità e Politica

28/05/2026 | 09:55

Gdf Aosta, Casinò di Saint-Vincent in amministrazione giudiziaria: "Ignorato rischio riciclaggio"

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Gdf Aosta Casinò di Saint Vincent in amministrazione giudiziaria: Ignorati rischi riciclaggio

ROMA - I militari del Comando Territoriale di Aosta hanno eseguito un decreto emesso dal Tribunale di Torino, che dispone l’amministrazione giudiziaria del Casinò di Saint-Vincent. Il provvedimento, richiesto dalla Procura della Repubblica torinese, rappresenta la prima applicazione di questo strumento a una casa da gioco, individuata dagli inquirenti come un contesto utilizzato per il riciclaggio di proventi illeciti e lo scambio di valori in esecuzione di accordi criminosi.

Come si legge in una nota, l'operazione costituisce la naturale prosecuzione delle indagini di polizia economico-finanziaria condotte dal Nucleo PEF di Aosta. Queste ultime, delegate e coordinate dalla Procura della Repubblica di Aosta, avevano già permesso di scardinare un articolato sistema di riciclaggio incentrato sulla struttura valdostana. L'inchiesta aveva portato, nello scorso mese di dicembre, al sequestro di denaro contante, conti correnti, disponibilità finanziarie e immobili per un valore di circa 5 milioni di euro nei confronti di oltre trenta indagati, accusati a vario titolo di associazione a delinquere, emissione e utilizzo di fatture per operazioni inesistenti, riciclaggio, ricettazione e corruzione di incaricato di pubblico servizio.

Secondo l'accusa, tali condotte illecite avrebbero beneficiato dell’ingiustificata inerzia dell’amministratore e di altri dirigenti. In particolare, sarebbero emerse gravi lacune organizzative da parte dell’ente che hanno, di fatto, consentito il diffondersi e il radicarsi di fenomeni corruttivi e di riciclaggio, senza che venisse fatto nulla per impedirli. I vertici del casinò, pur non essendo direttamente coinvolti nei reati contestati, avrebbero ignorato evidenti segnali d’allarme, venendo meno per negligenza agli obblighi di controllo e segnalazione previsti dalla normativa antiriciclaggio.

Il Tribunale della prevenzione ha ritenuto la misura l'unica idonea a rimuovere quelle “situazioni tossiche” che avevano creato l'humus favorevole alla permeabilità illegale della rinomata struttura. Ha quindi disposto un “tutoraggio” affidato a due amministratori giudiziari che, per un periodo iniziale di un anno, eserciteranno specifici poteri di gestione per eliminare le criticità rilevate e bonificare l'ambiente aziendale.

RED/Agipro

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