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Ultimo aggiornamento il 14/05/2026 alle ore 17:45

Attualità e Politica

14/05/2026 | 16:53

Gioco responsabile, ricerca Ipsos-Doxa: “Il 37% degli utenti non ricorda i messaggi, stile comunicativo non adeguato”

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Gioco responsabile ricerca Ipsos Doxa: “Il 37 degli utenti non ricorda i messaggi stile comunicativo non adeguato”

ROMA - “La comunicazione sul gioco responsabile raggiunge il pubblico, ma fatica ancora a trasformarsi in uno strumento realmente capace di incidere sui comportamenti”. Lo ha detto Ilaria Ugenti, Reputation Leader di Ipsos-Doxa, nel corso della presentazione della ricerca “La comunicazione sul gioco responsabile”, promossa dalla Fondazione Fair e realizzata da Ipsos e BVA Doxa. Lo studio, realizzato su un campione rappresentativo di 1.000 italiani tra i 18 e i 70 anni, affronta il tema dei messaggi legati al gioco responsabile. Il 37% degli italiani dichiara di non ricordare alcun contenuto visto negli ultimi dodici mesi, mentre il 34% ne conserva soltanto un ricordo vago. Solo il 29% afferma invece di ricordare chiaramente messaggi sul tema. Tra i giocatori online la percentuale sale al 39%, ma anche in questo caso il livello di approfondimento resta limitato. Gli utenti citano prevalentemente spot televisivi, pubblicità con testimonial noti o inserzioni online, ma raramente riescono a ricordare contenuti concreti legati alla prevenzione o alla tutela del giocatore. Il concetto di gioco responsabile evoca ancora messaggi molto generici e poco incisivi. Il claim “Gioca responsabilmente” continua a essere quello che attira maggiormente l’attenzione: il 78% degli italiani considera rilevante almeno uno dei messaggi sottoposti durante l’indagine e proprio l’invito a “giocare responsabilmente” risulta il più riconosciuto. Per il 31% degli italiani, i messaggi sembrano essere soprattutto un obbligo di legge o una formula di rito. Solo il 18% considera oggi questi messaggi un aiuto concreto per giocare in modo più prudente e moderato. Anche tra coloro che ricordano chiaramente le campagne, la percentuale si ferma al 24%. Inoltre, soltanto il 20% degli intervistati considera credibili i messaggi sul gioco responsabile e ancora meno ritiene efficace il tono utilizzato nella comunicazione. Appena il 15% valuta adeguato lo stile comunicativo adottato oggi dal settore. Secondo la ricercatrice Ipsos-Doxa, questi dati dimostrano che il tema della responsabilità nel gioco non può più essere affrontato solo attraverso slogan generici o formule standardizzate. “Parlare di gioco responsabile oggi evoca un contenuto piuttosto vago”, ha osservato, sottolineando la necessità di costruire messaggi più precisi e realmente utili per i giocatori. E’ necessario “fare sistema”, attribuendo ruoli chiari ai diversi soggetti coinvolti, in particolare agli operatori e ai concessionari, chiamati non solo a comunicare ma anche a fornire strumenti concreti per promuovere un approccio sano al gioco.

NT/Agipro

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