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Ultimo aggiornamento il 14/04/2026 alle ore 20:53

Attualità e Politica

14/04/2026 | 17:35

Imposta agenzie Stanleybet, Corte di Cassazione: “Presentando la documentazione contabile, si applica la stessa tassazione dei concessionari”

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Imposta agenzie Stanleybet Corte di Cassazione: “Presentando la documentazione contabile si applica la stessa tassazione dei concessionari”

ROMA - La Corte di Cassazione fissa un principio di diritto destinato che incide sul contenzioso in materia di imposta unica sulle scommesse. Il metodo ordinario – che calcola l’imposta sul margine effettivo (giocate meno vincite) – si applica anche agli operatori non collegati al totalizzatore nazionale che forniscono prova contabile dell’attività svolta con riferimento alle giocate effettuate, alle vincite pagate e ai costi sostenuti. Lo ha deciso la Corte di Cassazione in sede tributaria, spiega una nota stampa dell’avvocato Daniela Agnello, che ha fissato un principio di diritto destinato ad incidere sul contenzioso in materia di imposta unica sulle scommesse.

La presunzione fondata sul metodo induttivo (che considera il triplo della raccolta media delle agenzie autorizzate presenti nella provincia, ndr) può essere superata dal contribuente che fornisca la documentazione contabile idonea a comprovare il flusso di giocate, le vincite e i costi. Per il comparto degli operatori esteri, la svolta è epocale e conferma l’orientamento di merito delineato nell’ambito di giudizi patrocinati dallo Studio Legale Agnello, che già aveva ottenuto numerosa giurisprudenza positiva da diverse corti di giustizia. La Cassazione, con il principio di diritto appena statuito, consente di riportare la base imponibile sui ricavi dell’attività economica, in aderenza al principio di capacità contributiva e di imparzialità dell’azione amministrativa. Report delle giocate, prospetti riepilogativi, fatture emesse nonché ogni altro elemento utile a comprovare l’attività effettivamente svolta dal centro, secondo il dictum della Corte di Cassazione, consentiranno di superare la presunzione applicata dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. Secondo l’avvocato Agnello, si tratta di “un avvicinamento ulteriore ai concessionari, un grande riconoscimento che conferma i risultati già ottenuti dinanzi alle numerose corti di merito e per prima la Corte di Lombardia. Dal 2016, quando l’operatore o il centro producono la documentazione contabile, la tassazione può essere calcolata sui ricavi e sull’attività realmente svolta.

L’ordinanza rigetta il ricorso perché le parti non avevano prodotto la documentazione ma il principio di diritto è preciso e inconfondibile: Adm in presenza di documentazione dovrà adeguarsi al calcolo dell’imposta diretta sui ricavi dell’attività di Stanleybet, così come per i concessionari, in virtù dell’effettiva capacità contributiva e del principio di imparzialità dell’azione amministrativa”.

NT/Agipro
 

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