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Ultimo aggiornamento il 10/07/2026 alle ore 13:10

Attualità e Politica

10/07/2026 | 12:25

Procura di Lecce, dissequestrati i computer di un Punto Vendita di Ricariche online: “Non sussistono i motivi per mantenere la misura”

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Procura di Lecce dissequestrati i computer di un Punto Vendita di Ricariche online: “Non sussistono i motivi per mantenere la misura”

ROMA - La Procura di Lecce ha ordinato la restituzione di apparecchiature informatiche a un Punto Vendita Ricariche (Pvr), non rinvenendo più le basi giuridiche per la permanenza del vincolo e non essendo “necessario procedere a nuove attività investigative”. Il sequestro era stato disposto sei giorni fa nell'ambito di un'indagine per presunta raccolta abusiva di scommesse. 

Il provvedimento è stato eseguito dalla Guardia di Finanza di Casarano il 9 luglio con la riconsegna dei beni al titolare dell’esercizio.
L'inchiesta ha origine dal controllo effettuato il 24 giugno 2026 dai militari della Guardia di Finanza presso un esercizio commerciale che svolgeva regolarmente l'attività di sala giochi e operava anche come Pvr per conto di concessionari autorizzati dall'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.

Nel corso dell'ispezione, gli investigatori si sono concentrati sulla presenza di sette postazioni informatiche a disposizione della clientela. Secondo la ricostruzione della difesa, gli operanti avrebbero inizialmente ipotizzato una violazione della normativa introdotta dal cosiddetto Decreto Balduzzi. Tuttavia, il titolare dell’attività - assistito dagli avvocati Ottavio Porto e Maria Valeria Ferrara - avrebbe richiamato la sentenza n. 104 del 2025 della Corte Costituzionale, la quale elimina l’automatismo di illiceità in relazione alla sola messa a disposizione di pc all’interno di un’attività commerciale.

L’indagine si è quindi orientata verso un’ipotesi di reato diversa, ossia quella prevista dall'articolo 4, comma 4-bis, della legge n. 401 del 1989, relativa al presunto esercizio abusivo dell'attività di gioco o scommessa in assenza della licenza prevista dall'articolo 88 del Tulps (Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza).

Al termine del controllo sono stati sequestrati sette personal computer – tre dei quali risultati non funzionanti – oltre al computer della postazione principale, al monitor, alla stampante e a una ricevuta di scommessa. Il sequestro è stato successivamente convalidato dalla Procura.
L’ipotesi investigativa - secondo quanto commenta la difesa del titolare del Pvr - si fondava principalmente sul ritrovamento, all'interno del browser del computer principale, di credenziali riconducibili a diversi conti di gioco, sulla presenza della ricevuta di una scommessa e sulla possibilità di accedere, dalle postazioni presenti nel locale, ai portali di concessionari autorizzati al gioco pubblico.
La difesa ha contestato tale ricostruzione, sostenendo che gli elementi raccolti non fossero sufficienti a dimostrare lo svolgimento di un'attività abusiva di raccolta di scommesse e che, invece, risultassero compatibili con la normale operatività di un Punto Vendita Ricariche autorizzato a offrire servizi di assistenza ai clienti.

Il 3 luglio, gli avvocati hanno depositato un'istanza di restituzione dei beni, corredata da una memoria difensiva. Nel decreto di dissequestro, la Procura precisa di aver esaminato la richiesta e di aver ritenuto che il mantenimento del sequestro non sia più necessario ai fini della prova, evidenziando che "non occorrono ulteriori attività investigative" e che non sussistono "dubbi sull'appartenenza dei beni".

FRP/Agipro
 

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