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Ultimo aggiornamento il 13/05/2026 alle ore 20:30

Attualità e Politica

13/05/2026 | 19:41

Ricerca Luiss-Prisma, Lollobrigida (dir. Giochi Adm): “Aumentare sanzioni per chi gioca illegalmente in modo consapevole”

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Ricerca Luiss Prisma Lollobrigida dir Giochi Adm Aumentare sanzioni gioca illegalmente modo consapevole

ROMA – “Serve un intervento repressivo più forte contro chi utilizza consapevolmente siti di gioco non autorizzato perché al momento le sanzioni sono assolutamente insufficienti”. Lo ha dichiarato Mario Lollobrigida, direttore Giochi dell'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, durante la presentazione della ricerca “Il mercato italiano del gioco non regolato”, realizzata da Prisma Spa e Gruppo di ricerche finanziarie e industriali “Fabio Gobbo” dell'Università Luiss, in collaborazione con Novomatic Italia. Il report è stato presentato a Roma durante la conferenza “Misurare l'invisibile”. 

Il problema del gioco illegale – ha continuato Lollobrigida – è complicato da affrontare sull'online. Nel settore fisico il volume delle violazioni è molto ridotto e attraverso la nuova normativa, se e quando il riordino del gioco fisico sarà approvato, spero presto, riusciremo a ridurlo ancora di più. Nell'online spesso gli operatori sono fuori dal territorio nazionale, hanno sede nei paradisi fiscali, difficilmente raggiungibili dalle indagini della magistratura. Noi inibiamo sempre più siti illegali ogni anno, ma continuano ad essere aperti subito dopo dei siti gemelli, pronti a prendere il loro posto. Abbiamo provato, in passato, a intervenire sulla leva finanziaria contro i soggetti irregolari, con delle riunioni con Ministero dell'Economia, Uif e Banca d'Italia ma purtroppo non è stato possibile a causa dalla normativa vigente. Si può intervenire attraverso una sensibilizzazione, a livello di Unione Europea, fra enti regolatori, utilizzando il Digital Service Act per arrivare a linee guida per prevenire che le grandi piattaforme online finiscano per fornire servizi inconsapevolmente agli operatori del gioco illegale. Credo che la percentuale di giocatori inconsapevoli di utilizzare il mercato illegale sia più di un terzo, a causa della pubblicità aggressiva e dell'offerta di prodotti che non si trovano nel mercato autorizzato. Senza identificazione inoltre possono giocare anche i minorenni, non ci sono limiti né controlli”.

“La sicurezza economica è sicurezza nazionale e per questo salvaguardiamo il mercato e la libera concorrenza anche nel settore del gioco pubblico, bilanciando la tutela degli interessi economici del settore, con la salute dei cittadini e la salvaguardia delle entrate erariali dello Stato”, ha commentato il generale Michele Esposito del Nucleo Speciale Tutela Entrate e Repressione Frodi Fiscali della Guardia di Finanza. “Collaboriamo sempre – ha spiegato –  con l'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, attraverso una comunicazione bidirezionale, così come con le altre forze dell'ordine. Tuteliamo la sana concorrenza nel gioco legale, difendendo i concessionari del gioco pubblico da quella sleale delle infiltrazioni criminali. È bene che il gioco sia sempre più regolamentato e si evolva nel passare degli anni, perché se gli spazi non li occupa chi regola, li conquista l'illegalità. Il gioco illegale si presta al riciclaggio di denaro sporco che poi viene immesso nuovamente nel mercato, ripulito, e può essere utilizzato per investimenti in altri campi, come quello immobiliare. Il mercato illegale è spesso più appetibile per il l'anonimato dei giocatori, per vincite più alte e meno controlli”. 

“Il gioco online cresce sempre di più a scapito di quello fisico anche nel mercato illegale – ha dichiarato Ettore Rosato, deputato di Azione – ma bisogna superare l'ipocrisia di considerare tutto il gioco in assoluto un male, senza distinguere fra legale e illegale. Penso al divieto assoluto di pubblicità che penalizza il mercato autorizzato, impedendogli di farsi conoscere agli utenti. Necessario poi uniformare le normative a livello nazionale, senza avere differenze non solo fra Regione e Regione ma anche fra un Comune e un altro”. 

“L'online è molto difficile da seguire e monitorare – ha aggiunto Cesare Pozzi, professore della Luiss – il lavoro dei concessionari in questo senso è molto di aiuto, ma bisogna fare le regole in maniera nuova e tenendo sempre conto degli interessi erariali collegati al gioco legale. Ma in un sistema sempre più digitalizzato, il monitoraggio è sempre più complicato”. 

DVA/Agipro

 

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