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Ultimo aggiornamento il 24/07/2026 alle ore 10:45

Attualità e Politica

24/07/2026 | 10:05

Riordino del gioco fisico, Pedrizzi (ex senatore): "Risolvere la questione territoriale o qualunque riforma fallirà”

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Riordino del gioco fisico Pedrizzi (ex senatore): Risolvere la questione territoriale o qualunque riforma fallirà”

ROMA – "Senza una soluzione definitiva alla questione territoriale, qualsiasi riforma rischia di nascere già incompleta e di condannare il settore a nuove proroghe, nuovi contenziosi e ulteriore incertezza". È questo l'allarme lanciato da Riccardo Pedrizzi, già presidente della Commissione Finanze e Tesoro del Senato, in un articolo scritto su "La Discussione", che invita il Governo a completare il riordino del gioco pubblico evitando "l'ennesima riforma incompiuta".

Secondo Pedrizzi, il tempo stringe: il 29 agosto scadrà il termine per l'esercizio della delega fiscale sul riordino del gioco fisico, mentre il 31 dicembre termineranno le attuali concessioni, prorogate da oltre dieci anni. Al momento, osserva, senza un intervento sulla cosiddetta questione territoriale il sistema rischierebbe di riproporre le criticità che ne hanno frenato lo sviluppo negli ultimi anni.

L'ex presidente della Commissione Finanze richiama anche i segnali provenienti dalle istituzioni: da un lato la Commissione Europea, che continua a sollecitare l'Italia sul rinnovo delle concessioni attraverso procedure competitive, dall'altro la Corte dei Conti, che evidenzia come il gioco online rappresenti ormai oltre il 60% della raccolta complessiva, mentre il comparto degli apparecchi, pur garantendo quasi la metà del gettito erariale, continua a perdere quote di mercato.

"A crescere è il segmento che produce meno entrate fiscali, mentre arretra quello che sostiene maggiormente il gettito dello Stato", sottolinea Pedrizzi, che denuncia anche una crescente concentrazione del mercato nelle mani di pochi grandi operatori e richiama l'ultimo rapporto dell'Unità di Informazione Finanziaria (UIF), secondo cui le segnalazioni di operazioni sospette nel settore dei giochi e delle scommesse sono aumentate del 13,3%.

Per l'ex senatore, desta inoltre preoccupazione l'ipotesi che il decreto possa arrivare in Consiglio dei ministri senza affrontare il tema dei distanziometri, come lasciato intendere dalle recenti dichiarazioni del sottosegretario Alfredo Mantovano.

Secondo Pedrizzi, gli scenari possibili sono tre: bandi destinati a essere impugnati dinanzi ai tribunali amministrativi, una riforma soltanto formale, accompagnata da una nuova proroga delle concessioni, oppure una riduzione del valore economico delle gare, con effetti negativi sulle entrate dello Stato.

"Il riordino del gioco pubblico – conclude – non riguarda solo la tutela della salute e i profili etici, ma anche la certezza del diritto, la concorrenza, la salvaguardia del gettito erariale e il rispetto delle regole europee. Il Governo ha ancora il tempo per evitare questo errore".

RED/Agipro

 

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