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Ultimo aggiornamento il 11/03/2026 alle ore 10:30

Attualità e Politica

11/03/2026 | 09:10

Riordino giochi, interrogazione Lega al Mef: “Valutare confronto con organizzazioni di settore e associazioni di categoria”

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Riordino giochi interrogazione Lega Mef Valutare confronto organizzazioni settore associazioni categoria

ROMA - Quali sono gli orientamenti in merito alle modifiche regolamentari previste dal riordino e se viene ritenuto opportuno, anche in questa fase, avviare un confronto con le organizzazioni di settore e le associazioni di categoria, al fine di definire un quadro normativo equilibrato per l’intero comparto. Queste le domande rivolte al Ministero dell'Economia dai deputati della Lega Andrea De Bertoldi e Giulio Centemero in un'interrogazione parlamentare presentata alla Camera dei Deputati.

De Bertoldi e Centemero affermano che, nell’ambito del riordino volto a “uniformare le diverse regolamentazioni regionali e comunali, particolare rilievo assume la disciplina degli orari di accesso e delle distanze dai cosiddetti luoghi sensibili, nonché la definizione dei princìpi regolatori dei bandi di gara per il rilascio delle nuove concessioni relative alla raccolta di gioco fisico mediante” Awp e Vlt, “oltre che per i diritti relativi a bar, sale Vlt, agenzie di scommesse e sale bingo”.

I due deputati, inoltre, pongono l’attenzione sulle regolamentazioni dei bandi che, “secondo indiscrezioni, prevedrebbero l’assegnazione di lotti di dimensioni ridotte rispetto al passato, con un numero minimo di apparecchi e diritti locali dimezzato (da 8.000 a 4.000 Awp, con analoghe previsioni anche per Vlt e diritti locali), assegnati a un prezzo base di 25 milioni di euro mediante procedura d’asta al massimo rialzo”. Secondo De Bertoldi e Centemero, “un significativo innalzamento dei valori economici necessari per la partecipazione alle gare potrebbe favorire una forte concentrazione delle concessioni in capo a un numero molto limitato di operatori dotati di ingenti risorse finanziarie e ampio accesso al credito, con il possibile rischio di configurare una struttura di mercato fortemente concentrata e potenzialmente in tensione con i princìpi di libera concorrenza”. 

Inoltre, “le imprese concessionarie medio-piccole, nonché quelle operanti nella gestione e nella raccolta del gioco – che attualmente rappresentano una quota significativa del mercato – potrebbero incontrare maggiori difficoltà a competere in presenza di condizioni economiche di accesso particolarmente elevate, con possibili ripercussioni sulla sostenibilità delle attività e sull’equilibrio competitivo del settore, con potenziali effetti occupazionali in un comparto che, nel suo complesso, conta circa 150.000 addetti”. Per questo, concludono gli interroganti, appare necessario “garantire un equilibrato contemperamento tra le esigenze di regolazione, la tutela della concorrenza e la stabilità del settore, anche con riferimento ai limiti di concentrazione delle concessioni”.

AB/Agipro

Foto credits: Manfred Heyde CC BY-SA 3.0

 

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