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Ultimo aggiornamento il 04/02/2023 alle ore 20:58

Ippica & equitazione

25/01/2023 | 18:35

Equitazione, Fise: Emilia Romagna fucina di giovani campioni di salto ostacoli

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Equitazione Emilia Romagna salto ostacoli

ROMA - Il salto ostacoli da sempre è la disciplina che vanta i numeri più importanti nel panorama degli sport equestri. E l’Emilia Romagna non fa eccezione. La regione capitanata da Ruggero Sassi brilla per il numero delle gare organizzate che poi è la risposta pratica alla richiesta di un numero considerevole di praticanti. Un po’ come a dire che dove c’è richiesta di gare perché ci sono i cavalieri, abbondano anche le manifestazioni. Ma il numero non è l’unico valore da considerare. Soprattutto quando si parla di Emilia Romagna e di salto ostacoli. Dietro ai numeri c’è una tradizione lunga, ci sono gli istruttori, c’è un intero mondo. Se si percorre a ritroso la recente storia del bel jumping in regione, un pensiero non può non andare a nomi iconici come Franco Triossi, Giulietta Schiavetti... E nelle generazioni a seguire campioni del calibro di Arnaldo Bologni, Gianni Govoni, Giuseppe Rolli, Juan Carlos Garcia (di natali ovviamente non emiliani ma legato a filo doppio al Gese di Bologna con Albin), Gianluca Bormioli, Paolo Paini. Fino alle ‘next generation’ con Francesca Ciriesi, Filippo Bologni e Giacomo Casadei. Eccellenze cresciute tra una schiera di ragazzi che, ciascuno nel proprio momento e per periodi lunghi, sono emersi e ci hanno regalato emozioni da tantissimi campi di gara internazionali. Periodi lunghi, ovvero carriere solide, non figlie dell’estemporaneità, e quindi ancora più importanti... Giacomo Casadei, classe 2002, lo scorso anno ha disputato 356 categorie, salendo sul gradino più alto del podio ben 107 volte (68 volte secondo e 46 terzo). Tra i suoi risultati di maggior rilievo figurano le Olimpiadi Giovanili di Buenos Aires nel 2018 quando fu primo a titolo individuale e secondo a squadre. Poi c’è il Campionato d’Europa di Samorin nel 2017 quando fu terzo individuale e primo a squadre, più una serie di partecipazioni continentali che l’hanno visto portacolori in altri 5 Campionati d’Europa. L’altro figlio d’arte in Emilia Romagna, anche lui come Casadei con la divisa dei Carabinieri, è Filippo Bologni, un eclettico cavaliere, musicista, blogger... Sicuramente un fiero figlio del proprio tempo e di una famiglia a totale vocazione equestre nella quale ha avuto il tempo di crescere e maturare respirando quotidianamente ‘aria e cavalli’. Filippo nel 2022 ha effettuato 257 categorie e ne ha vinte 22. È stato 17 volte secondo e 19 terzo. Quote rosa sempre in alto con Francesca Ciriesi, campionessa d’Italia 2022 e, nella stessa stagione, esordiente in un Campionato del Mondo, quello di Herning, che se alla fine non ha prodotto il risultato desiderato dall’agguerritissima amazzone, le ha sicuramente consentito di mettere in cassaforte un’esperienza che avrà modo di far fruttare in futuro. Nella stagione 2022, Francesca Ciriesi ha portato a casa 27 primi posti nei 32 concorsi ai quali ha preso parte. È stata 14 volte seconda e 15 terza. In pratica è andata a segno in tutte le uscite. E dietro alla schiena di questi campioni poco più che ventenni ma già affermatissimi, ecco pronte le nuove leve. «Il nostro vivaio promette bene» racconta Arnaldo Bologni che di ragazzi giovani ne segue diversi e soprattutto ne vede tanti in occasione delle gare, degli stage o semplicemente delle lezioni. «La nostra regione ha la particolarità di aver sempre portato giovani talentuosi a livelli molto alti. E questa tradizione continua. Ciò, dal mio punto di vista, significa che il Comitato sta lavorando bene. Un esempio? Gli stage che si stanno susseguendo in Emilia Romagna. Sembra banale ma mettere docenti diversi a disposizione dei ragazzi, senza che debbano affrontare onerose trasferte, consente loro di acquisire maggiore esperienza. E sicuramente contribuisce alla loro rapida formazione equestre. Francamente sarebbe molto difficile individuare dei nomi in particolare tra la schiera del nostro vivaio. Ovviamente ci sono binomi più avanti di altri... ma non sarebbe giusto fare qualche nome perché si rischierebbe sicuramente di tralasciarne altri. I nostri ragazzi stanno lavorando tutti molto seriamente...». Alla domanda su cosa si potrebbe ancora migliorare, Bologni non esita... «Stiamo andando bene, ma se proprio dovessi dire qualcosa... parlerei del livello degli istruttori. Quello non è mai abbastanza alto. Nel senso che si può e si deve fare sempre meglio perché dal lavoro degli istruttori dipendono direttamente i risultati che gli allievi portano alla regione e, più in generale, all’Italia. Spesso capita di vedere allievi che hanno un feeling speciale con il cavallo ma senza una solida tecnica e una ineccepibile posizione in sella, anche il miglior talento rischia di andare sprecato. Sarebbe bello riuscire anche a trovare le risorse per ‘borse di studio’ per mandare qualche binomio selezionato a lavorare presso altri cavalieri... Sarebbe un investimento, un premio e un incentivo anche per gli altri». Idee, vivacità di iniziative, voglia e capacità di realizzarle, un palinsesto di ottime gare. Alla fine, gli ingredienti per un gran bel vivaio di giovani promesse ci sono tutti. Quindi, non c’è davvero da stupirsi, l’Emilia Romagna è fatta così.

RED/Agipro

Foto: F. Bologni

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