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Ippica & equitazione

09/03/2023 | 15:03

Equitazione, Fise: Emilia Romagna fucina di campioni, i numeri e i centri

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Equitazione Fise: Emilia Romagna fucina di campioni

ROMA - Nella presentazione delle eccellenze equestri dell’Emilia Romagna abbiamo fin qui proceduto per discipline, così come si fa di solito. Dando la precedenza a quelle olimpiche... Ma c’è una categoria che rischia, così facendo, di essere tralasciata. È quella che ‘intitoliamo’ categoria dei numeri. 

Scorrendo i dati statistici della Fise inerenti il tesseramento del 2022, la regione capitanata da Ruggero Sassi porta numeri importani. E non solo perché alti. Uniti ai ripetuti successi in tutte le discipline, che trovano la migliore espressione nell’agonismo giovanile, i grandi numeri dell’Emilia Romagna sottointendono un tessuto equestre portatore di qualità. Che tradotto in soldoni significa buoni centri, buoni istruttori, buone gare.

Nel 2022, le società attive censite sul territorio dell’Emilia Romagna sono state 149. È il sesto dato nella ‘classifica’ federale, che vede al primo posto la Lombardia (376), al secondo il Lazio (259), al terzo il Piemonte (200), al quarto la Toscana (185) e al quinto il Veneto (163). Già questo posizionamento propone una connotazione positiva certa che tuttavia si impreziosisce ulteriormente quando si va ad analizzare il numero complessivo dei tesserati. Con i suoi 13.100, la regione di Sassi detiene la quarta posizione, dietro a Lombardia (31.391), Lazio (21.248) e Veneto (15.689). Con un numero inferiore di centri riesce quindi a totalizzare un numero maggiore di tesserati rispettoo ad altre realtà.

Lungi dal voler essere una gara ‘tra parenti’, questo dato indica che in regione, l’attenzione dedicata agli aspetti di promozione e formazione funzionano, così come confermano tra l’altro gli alti numeri delle ‘patenti’ promozionali, scolastiche e temporanee, vale a dire quelle che più spesso vengono impiegate in tutte le occasioni di promozione sportiva di base. Anche tra primo e secondo grado juniores e seniores i numeri dell’Emilia Romagna seguono il trend di quelli complessivi come pure nei brevetti A e B, anche in questo caso juniores e seniore. In pratica la ‘regione equestre’ ha una crescita e uno sviluppo uniforme e ciò è indizio certo di una buona stabilità. Che, come dicevamo, passa dai centri, da tutti coloro che si occupano della formazione e dell’istruzione dei binomi e, non ultimo, dalle gare. Una vera quota storica dell’Emilia Romagna, che entro i propri confini annovera centri e comitati organizzatori dalla tradizione pluridecennale. Verrebbe da dire che chi non è stato a Cervia o al Gese almeno una volta nella vita ha una lacuna da sanare al più presto. Così come lo stesso discorso si applica per un completo al Ravennate. Purtroppo i tempi della Coppa del Mondo a Casalecchio, di San Patrignano o del PavaroL InternaConal rimarranno perle della memoria per chi ha avuto la fortuna di esserci... Ma non va denigrata certo la più attuale attività di sedi di gare come l’Horses Riviera Resort e di tutti quei centri che, magari lontani da riflettori, lavorano alacremente per proporre evenC di qualità. Perfettamente collocata a metà della lunga direttrice tra l’Europa e Piazza di Siena, l’Emilia Romagna è una regione che ha saputo negli anni guadagnare una posizione di rilievo anche nel panorama internazionale. Un volano che ha costituito un elemento positivo e, di fatto, ha lasciato sul territorio una preziosa eredità che viene tutt’oggi curata con competenza e professionalità: ciò che serve per un’equitazione che possa continuare a crescere.

RED/Agipro

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