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Ippica & equitazione

05/12/2022 | 11:00

Manovra 2023, le società di corse al governo: "Con questi tagli, dal 1° gennaio l'ippica chiude"

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Manovra 2023 società corse governo ippica

ROMA - Senza "un'adeguata modifica dello stanziamento" per l'ippica previsto dalla legge di bilancio - che per il 2023 ha previsto "appena 41,3 milioni di euro rispetto ai 46,5 milioni del 2022" - le società di corse "fanno presente, loro malgrado, che a partire dal 1° gennaio non ci saranno le condizioni di legge per la prosecuzione dell'attività di organizzazione delle corse e la fruizione da parte degli operatori dei servizi per l'allenamento". È quanto si legge in una nota firmata da alcune società di corse che "da mesi hanno rappresentato a tutti gli organi competenti del Ministero la gravissima situazione in cui versano, manifestando disponibilità all'apertura di un confronto, auspicabilmente in un tavolo permanente con tutti i componenti della filiera, per trovare soluzioni ai problemi del settore".
"Con estremo stupore" le società di corse hanno rilevato che, nella manovra, per quanto riguarda le sovvenzioni per l'organizzazione delle corse ippiche è previsto "uno stanziamento di appena 41,3 milioni di euro rispetto ai 46,5 milioni di euro del 2022", a causa "della riduzione delle entrate relative ai giochi ippici". Una riduzione di risorse che, segnalano le società di corse, "si aggiunge ai tagli di oltre il 75% già effettuati a partire dal 2012 ad oggi, a parità di prestazioni e servizi resi richiesti dal Ministero" e che "non consente la continuità aziendale alle stesse società che già da anni sopportano perdite di bilancio aggravate, nel corrente anno, dall'ingente incremento dei costi di gestione". Inoltre, "le ragioni della riduzione dello stanziamento non dipendono sicuramente dall'operato delle società di corsa che, anzi, in periodo di emergenza sanitaria hanno prestato maggiori servizi al Ministero per consentire lo svolgimento delle corse a porte chiuse e sopportato una riduzione dei ricavi". Il calo delle entrate dei giochi che si è registrato nel 2020 e nel 2021 "è stato causato esclusivamente dalle disposizioni governative per l'emergenza dovuta al Covid-19, che hanno bloccato l'attività di raccolta delle scommesse, ma non si tiene conto che già nel 2022 le entrate relative ai giochi ippici sono cresciute rispetto all'anno precedente".
RED/Agipro

Foto Credits Gianfranco Goria CC BY-NC-ND 2.0

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