ROMA – “Il calcio dà tanto al sistema Paese anche in termini di fiscalità. Parliamo di 1,2 miliardi di euro, di cui oggi ne recupera mediamente 35 milioni. Penso che il fatto di prevedere un introito aggiuntivo collegato al 2% sulle scommesse riposizionerebbe il mondo del calcio in una dimensione compatibile con il rapporto dare-avere in relazione al fatto che corriamo il rischio di vedere il calcio solo negli stipendi milionari, ma non dobbiamo confondere la dimensione apicale di poche persone con quella di un sistema presente su tutto il territorio”. Così Giancarlo Abete, presidente della Lega Nazionale Dilettanti, nel corso di un’audizione in Commissione Cultura al Senato nell’ambito dell’esame del disegno di legge Marcheschi e abbinati in materia di sistema calcistico italiano.

“L’obiettivo – aggiunge Abete – di dare più risorse è non solo un obiettivo di utilità per chi fa il dirigente, ma anche un obiettivo giusto perché il rapporto tra dare e avere rimarrebbe comunque particolarmente significativo nella logica del maggior apporto del calcio per cercare un riequilibrio”.

Successivamente è intervenuto anche Paolo Bedin, presidente della Lega Serie B, che ha affermato: “Abbiamo bisogno di sostenere la struttura dei ricavi, per cui ben vengano le proposte che incidono sul ristorno parziale sulle scommesse sportive e anche sulle sanzioni sulla pirateria”.

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