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Ultimo aggiornamento il 24/09/2022 alle ore 20:49

SBC News

23/09/2022 | 15:42

Sbc Barcellona, Koerl (Ceo Sportradar): “Tecnologia e analisi dei dati nel futuro del mercato mondiale delle scommesse”

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Sbc Barcellona Koerl Ceo Sportradar scommesse

Dal nostro inviato a Barcellona, Nicola Tani - «Sono finito nel gioco perché ho sempre amato lo sport. Combinare tecnologia e passione per lo sport mi ha portato a creare un primo software per dati e statistiche nel 1999, che ho poi venduto ai bookmaker inglesi. Lì è cominciato tutto. Guardando al futuro, chi non crede nello sviluppo della tecnologia deve sapere che Amazon, Microsoft, altri giganti prima o poi guarderanno seriamente al settore gaming. Si diceva che anche Internet non avrebbe preso piede e invece è andata diversamente, come tutti sappiamo». Carsten Koerl ha così ripercorso – nel corso di un panel all’Sbc Summit di Barcellona - i primi passi della carriera che lo ha portato a fondare prima Bwin e poi Sportradar (di cui è Ceo), diventando uno degli imprenditori di maggior successo nella storia del gambling. «Sono sempre felice di quello che faccio, tranne nei giorni in cui devo illustrare freddamente agli analisti finanziari l’andamento di Sportradar. Essere quotati in Borsa a volte è frustrante, anche se riesco ancora a guidare la società e a dare le linee guida. In generale, non è un momento facile per le hi-tech company, ci chiedono continuamente di dimostrare la nostra profittabilità e non è semplice. Per questo è difficile anche procedere con acquisizioni», ha proseguito. Guardando al mercato mondiale, lo sguardo di Koerl non può che andare agli Stati Uniti: «In Usa si divertono con i fantasy game (in cui i giocatori creano squadre e partite a piacere, ndr), un po’ meno con le scommesse su match reali, e in più sono veri fan di dati e statistiche. Per noi è una grande occasione di business, vediamo grandissime prospettive nella fornitura di dati. Più ne processi e ne fornisci, migliori saranno i pronostici degli utenti, che saranno sempre più coinvolti. Per prima cosa – ovviamente - devi avere i dati, poi una struttura informatica e infine insegnare alle macchine, che impareranno presto cosa devono fare per incontrare i gusti dell’utente. E’ un processo semplice, apparentemente, ma non è facile avere la struttura informatica e il network. Amazon, ad esempio, analizza il nostro comportamento e ci consiglia cosa comprare, azzeccando sempre quello che cerchiamo. Sarà sempre più così». La ricetta per rimanere numero uno nell’industria è apparentemente semplice: «Io viaggio molto, oltre 200 giorni all’anno. Incontro operatori e regolatori, imparo continuamente. Molti non conoscono le cose, devo ammettere, mentre altri come Adam Silver (il commissioner della Nba, ndr) sono veri visionari e sanno sempre dove andare. Ci sono tantissimi dati ancora da utilizzare, nelle leghe maggiori e in quelle secondarie». Ricordando il miglior momento della sua carriera, Koerl ha citato l’incontro a New York con Michael Jordan (uno degli investitori in Sportradar), mentre il peggiore è stato quando – dopo la vendita di Bwin – ha trascorso un lungo periodo tra Gibilterra e Australia. Dopo il rientro in Europa, il fisco austriaco lo ha chiamato in causa per le tasse relative a quel periodo: «Ho imparato due cose: non nascondermi più e pagare sempre le tasse», ha concluso ridendo.

NT/Agipro

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