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Ultimo aggiornamento il 30/04/2026 alle ore 15:40

SBC News

29/04/2026 | 14:40

Sbc Summit, Mancini (Wh Partners Italy): “Mercato italiano solo per operatori solidi. Caso-Polymarket un’operazione di marketing”

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Sbc Summit Mancini (Wh Partners Italy): “Mercato italiano solo per operatori solidi. Caso Polymarket un’operazione di marketing”

ROMA - “Credo che ciò che sta succedendo sia coerente con la nuova disciplina delle licenze del 2025, che facilita la concentrazione del mercato. È esattamente ciò che il regolatore cercava e che ha ottenuto brillantemente. Come mostrano le slide, il costo delle licenze è diventato altissimo: 7 milioni di euro per una singola licenza è una cifra enorme. Questo significa che solo operatori con "grandi spalle" possono permettersi non solo l'ingresso, ma anche tutto ciò che ne consegue: piattaforme certificate secondo le nuove regole, gestione della conformità, Aml, Gdpr. Solo i grandi player possono affrontare queste sfide e questo va a beneficio del cliente: team più grandi significano servizi più efficaci. Inoltre, meno operatori significa un mercato più monitorabile e controllabile da parte delle autorità, che in passato facevano fatica a seguire ogni singolo piccolo operatore”. Lo ha detto l’avvocato Quirino Mancini, Partner di Wh Partners Italy, durante il panel sull’Italia nell’ambito del Summit Sbc in corso a Malta, moderato dal direttore di Agipronews. “Avere regole sostenibili è sempre un bene, ma queste regole sono davvero bilanciate? Introducendo una compliance tecnica così esigente, la sfida diventa enorme. Per gli operatori stranieri c'è anche la barriera linguistica, dato che molte specifiche tecniche sono disponibili solo in italiano. È diventato un "gioco per grandi": serve un team dedicato per ogni area (legale, tecnica, privacy). Potete immaginare l'impatto sui budget”. Guardando al futuro, Mancini ha detto che “Il mercato italiano, pur essendo uno dei più grandi in Europa, ha ancora potenziale. La sfida è la diversificazione: più il mercato è regolato e codificato, più le offerte tendono a somigliarsi tra le varie piattaforme. Tuttavia, i numeri dicono che vedremo ancora un aumento nei prossimi anni”. Il gioco illegale continua a mordere il settore, ha sottolineato: “Serve un esercizio congiunto tra tutti gli stakeholder e i regolatori internazionali. La chiave è la combinazione di educazione e sanzione. Il regolatore (ADM) dovrebbe dire chiaramente: "Questi sono gli operatori buoni, quelli con licenza che pagano le tasse in Italia. Se giocate altrove, potete essere vittime di frodi e state commettendo un reato". Molti consumatori non sanno che giocare su siti illegali è un illecito penale anche per loro”. Sul caso Polymarket, poi, Mancini ha detto che si tratta di una mossa intelligente per la piattaforma: “Anche se l'Adm dovesse intervenire per bloccarli, l'eco mediatica generata è una pubblicità gratuita enorme e gli italiani sono attratti da ciò che è proibito. Polymarket viene dagli USA, dove è considerato un prodotto finanziario (mercato di predizione), mentre in Europa lo vediamo come gioco d'azzardo. Il tema è comunque più ampio: non puoi incassare milioni dagli operatori per le licenze e poi vietare loro di comunicare al mercato che esistono. È una situazione ridicola e mal concepita, che ha creato mille scappatoie, attraverso siti di notizie o live score con lo stesso nome del marchio di gioco per aggirare il divieto”.

NT/Agipro

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