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Ultimo aggiornamento il 22/08/2026 alle ore 20:45

SBC News

12/08/2026 | 19:00

Ue: tassa sul gioco online al centro dei negoziati sul bilancio 2028-2034

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Ue tassa gioco online centro negoziati bilancio 2028 2034

ROMA - La proposta di introdurre un prelievo europeo sul gioco online è tra i temi al centro del confronto sul prossimo bilancio dell'Unione Europea, che vede l'Irlanda assumere un ruolo centrale nei negoziati sul quadro finanziario pluriennale 2028-2034. Da inizio agosto, infatti, Dublino detiene la Presidenza del Consiglio dell'Ue e sarà chiamata a mediare tra i 27 Stati membri in una fase decisiva delle trattative sul bilancio, per il quale la Commissione europea punta a raccogliere 2.000 miliardi di euro.

Tra i temi più delicati c'è quello delle nuove "risorse proprie" dell'Unione, attraverso le quali Bruxelles punta a finanziare una quota maggiore delle proprie politiche senza dipendere esclusivamente dai contributi diretti degli Stati membri. È in questo quadro che, come riporta Sbc News, si inserisce la proposta di una tassa europea sul gioco e sulle scommesse online. L'eurodeputato romeno e vicepresidente del Parlamento europeo Victor Negrescu ha proposto un prelievo compreso tra l'1% e il 2% sul settore, con il sostegno di esponenti dei Socialisti e Democratici europei (S&D).

Secondo Negrescu, un'imposta armonizzata sul gioco online in Europa potrebbe generare almeno 4 miliardi di euro all'anno e creare, dal 2028, una nuova fonte di entrate per finanziare i programmi dell'Unione. I sostenitori della misura affermano che il prelievo potrebbe diventare qualcosa di più di una semplice fonte di finanziamento per il bilancio europeo: un quadro fiscale comune potrebbe infatti costituire un primo passo verso una maggiore armonizzazione delle normative sul gioco, oggi fortemente frammentate tra i diversi Paesi europei. Inoltre, S&D sostiene che un sistema fiscale comune potrebbe contribuire a tutelare maggiormente gli operatori autorizzati e soggetti a tassazione rispetto alle società che si rivolgono ai consumatori europei operando al di fuori dei mercati regolamentati.

Non mancano le posizioni contrarie alla misura, come quella di Malta. Il primo ministro Robert Abela ha dichiarato che respingerà un eventuale prelievo europeo sul gioco, sostenendo che la fiscalità e la sovranità in materia di tassazione devono restare di competenza dei singoli Stati membri. Secondo Malta, un'imposta unica europea avrebbe un impatto sproporzionato sulla propria economia e limiterebbe la sovranità nazionale su un settore particolarmente rilevante per il Paese. Anche Cipro, che ha preceduto l'Irlanda alla Presidenza dell'Ue, presenta interessi significativi nel settore e potrebbe contribuire a rendere più complesso il confronto.

La posizione dell'Irlanda assume quindi un peso particolare. Dublino entra nei negoziati sul bilancio europeo dopo aver introdotto uno dei più recenti sistemi regolatori del gioco del continente. La Gambling Regulatory Authority of Ireland (GRAI) ha infatti avviato il nuovo regime di licenze per le scommesse a distanza e per gli intermediari nelle scommesse a distanza. L'Irlanda si trova così nella particolare posizione di dover mediare su una possibile tassa europea sul gioco mentre sta contemporaneamente organizzando il proprio nuovo sistema nazionale di regolamentazione e licenze.

Il nodo principale, quindi, sarà capire se il prelievo proposto riuscirà a ottenere un consenso sufficiente tra gli Stati membri per diventare una risorsa propria dell'Ue o se prevarrà la volontà dei governi nazionali di mantenere il pieno controllo sulla tassazione.

AB/Agipro

Foto credits: Hakan Dahlstrom from Malmo, Sweden, CC BY 2.0, via Wikimedia Commons

 

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