ROMA – “L'Italia ha un modello regolatorio del gioco che è un caposaldo internazionale nel contrasto all'illegalità. Il punto è che si arriva spesso quasi a una presunzione di colpevolezza che si vede in tanti controlli dell'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli”. Queste le parole di Daniela Agnello, avvocata fondatrice dello Studio legale Agnello, in un panel sul mercato italiano del gioco a Sigma World 2026, in corso a Roma.
“Adm – ha continuato – dovrebbe partecipare a eventi come Sigma World, accettare il confronto ed essere a fianco dei concessionari. L'Italia è il primo mercato del gioco nell'Unione Europea nonostante le concessioni del gioco fisico siano in proroga dal 2016 e ora lo saranno fino al 2029, secondo quanto è scritto nella nuova Legge di Bilancio. L'Agenzia a questo non sa dare risposte, forse vuole passare a un sistema autorizzatorio ma non ha il coraggio di dirlo. E le vecchie gare per le concessioni erano state criticate dalla Corte di Giustizia dell'Unione Europea perché troppo favorevoli alle aziende del gioco già affermate nel mercato italiano. Per il futuro chiedo tutela per la gente che lavora e vuole lavorare nel rispetto della legge. È possibile che la legge sulle distanze minime dai luoghi sensibili e sulle fasce orarie sia diversa da Comune a Comune? È possibile avere norme così frastagliate? Tutta questa incertezza? Chiedo certezza”.
“Anche per noi quello che è fondamentale è la certezza delle regole”, ha commentato Carmelo Mazza, amministratore delegato di Oia Services. “Non avendo margini di interpretazione – ha aggiunto – abbiamo bisogno di norme certe. Le regole che noi abbiamo e abbiamo visto in questi anni, possiamo definirle certe? La caratteristica della certezza è stabilità e chiarezza. In termini di chiarezza abbiamo visto casi in cui una norma la cui interpretazione letterale era apparentemente chiara è stata completamente sconfessata. E a volte la normativa non è nemmeno stabile; io ho iniziato con determinate regole, chi ha preso la concessione online l’anno scorso è entrato con regole definite in un certo modo e sono già cambiate. Questi aspetti, che per un operatore possono anche rappresentare opportunità, per chi deve applicare le regole rappresentano complicazioni molto difficili da gestire. Nell’ambito internazionale questo aspetto dell’instabilità e poca chiarezza non si comprende, perché se oggi c’è scritta una cosa probabilmente sappiamo già che domani sarà scritto il contrario. Spesso non è neanche colpa di Adm, purtroppo abbiamo degli altri regolatori diversi dai monopoli, il legislatore, che a volte, inducendo l’opinione pubblica in una certa direzione, interviene a gamba tesa facendo qualcosa in contrasto con la logica stessa della regolamentazione del settore pubblico, l’esempio della pubblicità è il più chiaro. Mi rendo conto che per l’obiettivo che Adm vuole proporre, che è quello di regole certe per il settore, siamo ancora abbastanza lontani. La prima riunione che ho fatto come consulente di giochi, 19 anni fa, aveva come oggetto l'errore di quota. Il decreto sull'errore di quota è uscito quest'anno. Mi auguro in futuro di non dover aspettare così tanto per avere un sistema di regole aggiornato e adeguato”.
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