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Ultimo aggiornamento il 22/08/2017 alle ore 15:42

Attualità e Politica

11/05/2017 | 16:53

Regolamento Puglia, Corte Costituzionale: “Distanziometro non riguarda ordine pubblico ma salute dei cittadini”

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ROMA - La legge regionale della Puglia, si legge ancora, non invade la competenza legislativa esclusiva dello Stato. Contrariamente a quanto sostenuto dal Tar, le norme sulle distanze minime non hanno a che fare con la tutela di ordine pubblico e sicurezza, che sono appunto di competenza statale. “Il legislatore pugliese non è intervenuto per contrastare il gioco illegale, né per disciplinare direttamente le modalità di installazione e di utilizzo degli apparecchi da gioco leciti e nemmeno per individuare i giochi leciti”, legge ancora. Piuttosto, la legge regionale è intervenuta “per evitare la prossimità delle sale e degli apparecchi da gioco a determinati luoghi, ove si radunano soggetti ritenuti psicologicamente più esposti all’illusione di conseguire vincite e facili guadagni e, quindi, al rischio di cadere vittime della dipendenza da gioco d’azzardo”. Finalità di carattere socio-sanitario che rientrano nell’ambito della legislazione concorrente. La Corte non ha invece preso in esame il cosiddetto “effetto espulsivo” del gioco legale che le distanze minime provocherebbero nei comuni più piccoli: su gran parte del territorio non sarebbe più possibile aprire sale giochi. “Tali profili esulano, tuttavia, dall’odierno thema decidendum, non essendo la Corte chiamata a verificare la conformità della norma impugnata a parametri diversi da quelli attinenti a profili di competenza”. Identico discorso per il rischio, secondo i ricorrenti, che la norma favorisca il gioco illecito. Ciò “rappresenterebbe un effetto indiretto o riflesso della norma impugnata, non rilevante, alla luce della ricordata giurisprudenza di questa Corte, ai fini dell’individuazione della materia nel cui ambito la norma stessa si colloca”. (fine) LL/Agipro

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