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Ultimo aggiornamento il 08/12/2016 alle ore 14:05

Attualità e Politica

24/10/2016 | 15:07

Giochi, Astro: «Concessionari-esattori, una soluzione che favorisce gli inadempienti»

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ROMA - Concessionari come esattori? La soluzione non piace all'associazione Astro, che in una nota stigmatizza l'intenzione del Governo di recuperare 160 milioni dalla filiera slot proprio attraverso i concessionari, chiamati ad intervenire su gestori ed esercenti, prima con un ingiunzione di pagamento, poi con l'iscrizione al ruolo, infine con la riscossione coattiva. La vicenda affonda le radici nella legge di Stabilità 2015, che imponeva al settore una super tassa annuale da 500 milioni, da raccogliere attraverso la riduzione degli aggi. A distanza di due anni, ne sono stati incassati solo 340. 

 «L’idea giuridica che sottende alla soluzione – sostiene la nota Astro - è “intrigante” ma sconta alcune semplificazioni eccessive». In primo luogo, i giudici chiamati a decidere sui singoli casi di ingiunzione, potrebbero opinare sulla legittimità intrinseca del prelievo. Inoltre, va considerato che «il principio cardine della procedura di discussione è la distinzione tra Ente impositore e soggetto passivo: in questa situazione, invece, è il soggetto passivo tenuto al pagamento (e in quanto tale formalmente inadempiente) ad essere elevato come “Ente di riscossione”». E ancora: «Il presupposto della “liquidità – certezza – esigibilità” del credito non può derivare da un calcolo di parte (per giunta interessata, perché è tutto quello che non è di competenza degli altri operatori di filiera a dover essere corrisposto dal concessionario)». Infine, «se si aggiunge che il Consiglio di Stato ha già decretato come “privatistico” il rapporto tra il concessionario e i suoi contrattualizzati, l’incostituzionalità della soluzione ipotizzata assume rilevanza macroscopica». Da parte sua, il concessionario potrebbe obiettare «di non avere contratto una convenzione di pubblica esazione, ma solo quella di gestore della rete telematica, lamentandosi pertanto della gratuità di un incarico».

«Il timore – prosegue la nota di Astro - è che questa soluzione finisca per agevolare chi nulla ha pagato, chi nulla vuole pagare, chi nulla pagherà, portandosi a casa un illegittimo vantaggio concorrenziale verso quegli operatori che, consapevoli anche del ruolo politico che aveva assunto il prelievo dei 500 milioni nell’ambito della decisione delle sorti del settore, hanno provveduto a versare la loro effettiva quota di redditività degli apparecchi».

RED/Agipro

 

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