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Ultimo aggiornamento il 05/12/2016 alle ore 19:04

Attualità e Politica

31/05/2016 | 10:32

Giochi, Vaccari (PD): «Settore redditizio per la criminalità, bisogna 'alzare' le barriere all'ingresso»

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Giochi Vaccari PD

ROMA - «Le mafie che sono presenti in Italia hanno individuato il gioco come un business redditizio e utile per riciclare denaro proveniente da altre attività illegali. La criminalità organizzata si manifesta anche attraverso l'estorsione o l'imposizione degli apparecchi sul territorio su cui è radicata e diffusa», ma anche «utilizzando prestanome o quote societarie di aziende legali», oppure «occupandosi della raccolta di gioco su piattaforme online illegali, in particolare delle scommesse sportive, sfruttando server collocati in Paesi in cui i controlli sono più blandi». Lo ha detto, nel corso del convegno "Smetto quando voglio. L'illusione e le regole del gioco" a Casalecchio di Reno (BO), il senatore Stefano Vaccari (PD), coordinatore del Comitato sulle infiltrazioni mafiose nel gioco della Commissione Antimafia, che ha appena concluso il proprio lavoro, con l'obiettivo di «mettere a disposizione di Camera e Senato - in particolare della Commissione Finanze del Senato che è già al lavoro sul tema - delle proposte di modifica normativa che hanno a che fare con la relazione tra criminalità organizzata e gioco». Nella sua relazione, il Comitato ha cercato di «evidenziare le 'falle' del sistema», come ad esempio «le manomissioni dei sistemi di gioco o le alterazioni dei conti di gioco online: abbiamo presentato 23 proposte di modifica e due raccomandazioni, chiediamo di alzare le barriere all'ingresso del settore del gioco, perchè è un settore industriale importate ed è bene che chi vi opera sia rispettoso di alcune regole e condizioni per il rilascio e il rinnovo delle concessioni dello Stato, così come avviene per il settore delle costruzioni», ha continuato Vaccari. «Proponiamo di inserire alcuni reati, tra cui autoriciclaggio, reati tributari gravi, terrorismo interno e internazionale». Inoltre «chiediamo che in tutta la filiera ci sia il rispetto dei requisiti della normativa antimafia per quanto riguarda licenze e autorizzazioni», oltre che di «rivedere le sanzioni penali e amministrative: proponiamo di introdurre misure analoghe al Daspo per i tifosi che si rendono protagonisti di reati contro la pubblica sicurezza (sospensioni, allontanamenti)». E, infine, «ai concessionari chiediamo di assumersi la responsabilità dell'intera filiera, fino ad arrivare alla sospensione o alla decadenza delle concessioni», ha concluso. MSC/Agipro

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