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Ultimo aggiornamento il 08/12/2016 alle ore 17:35

Attualità e Politica

13/01/2016 | 12:00

Operazione "The Imitation Game", Gdf: «Server in Florida, guadagni illeciti versati ai Casalesi»

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INDAGINI IMITATION GAME

ROMA - Le indagini - specificano ancora dalla Guardia di Finanza - hanno portato alla luce «un'associazione a delinquere finalizzata al gioco d'azzardo, aggravata dalla finalità agevolatrice di tipo mafioso, operante su tutto il territorio nazionale ed all'estero, della quale Tancredi risulta essere il promotore e l'organizzatore». In particolare «l'organizzazione, attraverso la creazione di un sito illegale per il gioco del poker online denominato 'dollaropoker', con server e struttura di gestione situati all'estero, riusciva ad introitare ingenti guadagni illeciti che venivano successivamente versati su conti correnti esteri per poi rientrare in Italia attraverso l'acquisizione di immobili La struttura ideata, organizzata e diretta dal ”re delle slot” aveva la caratteristica di essere di tipo verticistico e piramidale, al cui apice vi era lo stesso Tancredi che intratteneva rapporti diretti con i cosiddetti National, costituenti il livello più alto dell’organizzazione. Ai National facevano quindi riferimento i Regional che provvedevano al ritiro delle somme di denaro dai Distretti i quali, a loro volta, provvedevano alla raccolta dai Club Manager, gli unici ad avere rapporti diretti con il “player” finale il quale, per accedere al gioco on line, doveva corrispondere in anticipo all’organizzazione una somma di denaro che veniva poi accreditata in un conto virtuale anche mediante trasferimento con carte prepagate poste-pay. Ciascun livello era destinatario, quindi, di una precisa quota di profitti». Il server che gestiva il gioco online «era ubicato a Tampa in Florida, mentre in Romania aveva sede la società rumena “Dollarobet srl”, ove fisicamente vi lavoravano sia il personale dell’assistenza al sito sia gli “esperti informatici” che avevano la possibilità di accedere direttamente sul server». Alle indagini «si sono aggiunte le dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia che hanno confermato il forte interessamento dei clan camorristici per il settore del gioco illegale online e la progressiva acquisizione del controllo di tale attività illecita su intere fette del territorio nazionale. I proventi delle attività venivano infatti versati mensilmente ai “casalesi” facenti capo a Michele Zagaria, Antonio Iovine e Francesco Schiavone». Tra gli arrestati anche Antonio Boi, Itria Caschetto, Alessandro Ciliberto, Stefano De Dominicis, Biagino Di Manno, Salvatore Ferrara, Agnello Gargiulo, Emiliano Giorgi e Davide Verduci.  RED/Agipro

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