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Ultimo aggiornamento il 06/12/2016 alle ore 12:50

Attualità e Politica

23/06/2016 | 17:33

Corte dei Conti: Rendiconto generale dello Stato, nel 2015 entrate dai giochi a 8,8 miliardi (+6%)

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ROMA - Nel 2015 le entrate da giochi hanno fatto registrare una crescita del 6% rispetto all’anno precedente, ritornando - dopo un quinquennio segnato da ripetute flessioni - al massimo livello di gettito (8,8 miliardi) già toccato nel 2009. E’ quanto è riportato nella relazione della Corte dei Conti sul Rendiconto Generale dello Stato relativo allo scorso anno.

“Trova conferma - si legge nel capitolo relativo al gioco pubblico - il consolidamento dell’affidabilità di una fonte di entrata che sembra aver perduto la sua tradizionale connotazione di aleatorietà”.

Il risultato del 2015 ripropone anche un fenomeno “apparentemente paradossale”: nell’ultimo quinquennio, nonostante un aumento delle giocate dell’ordine di 27 miliardi (+44%), l’utile erariale ha segnato una flessione di 300 milioni (-4%). E, considerando il periodo 2004-2015, per ottenere un aumento di 1,15 miliardi del gettito da giochi (+15%), il valore delle giocate è dovuto crescere di 63,5 miliardi (+256%).

"Si tratta di andamenti che riflettono un progressivo mutamento nelle scelte dei consumatori, più orientati verso tipologie di gioco che assicurano un’elevata percentuale di redistribuzione ai giocatori della raccolta lorda (il cosiddetto payout) e implicano un breve lasso di tempo tra la giocata e il corrispondente evento/partita”. E’ il caso degli apparecchi da intrattenimento (new slot e video lottery), “verso i quali si concentra ormai il 54,9% della spesa complessiva dei giocatori (nel 2004 era stato il 18 per cento) e il 51,7% delle entrate erariali (nel 2004 era stato il 7 per cento)”.

I mutamenti del mercato, si legge ancora, “hanno comportato un significativo ridimensionamento della resa media dell’intero settore (utili netti per l’Erario), attestatasi nel 2015 al 9,6%, un terzo rispetto a dieci anni prima”. Un risultato che deriva dal “livello di tassazione fortemente differenziato da gioco a gioco, e della quota predominante assunta dagli apparecchi di intrattenimento che, con un’incidenza del prelievo pari al 9,3%, finiscono per condizionare il gettito dell’intero settore”. A questo si aggiunge “la progressiva saturazione del settore e la crescente sensibilità per le ‘perdite’ economiche e sociali che la diffusione delle nuove tipologie di gioco possono determinare, sembrano suggerire che i risultati di gettito assicurato dal settore difficilmente potranno essere superati nel prossimo futuro”. LL/Agipro

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