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Ultimo aggiornamento il 06/06/2020 alle ore 20:40

Attualità e Politica

31/01/2020 | 12:11

Lazio, la stretta sui giochi in Consiglio regionale: distanziometro per le attività già esistenti e ampia autonomia ai comuni

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ROMA - Stretta decisa della Regione Lazio sul settore dei giochi. In Consiglio regionale è cominciato questa settimana l'esame del “Collegato” (un provvedimento ad ampio spettro in materia economica), nel quale è stata inserita una proposta di modifica della legge numero 5 del 5 agosto 2013, sulla prevenzione e il trattamento del gioco d'azzardo patologico. Poche le modifiche, ma in grado da sole di inasprire sensibilmente le limitazioni imposte ai punti di gioco. La più incisiva è quella che assoggetta al distanziometro le sale giochi e gli esercizi pubblici che ospitano slot. Va ricordato che la legge regionale attuale vieta il gioco con gli apparecchi a una distanza inferiore a 500 metri da una serie di “luoghi sensibili” (scuole, luoghi di culto, ospedali, centri giovanili), ma tale divieto si applica solo alle nuove aperture. Qualora approvata, la modifica sottoporrà ai rigori del distanziometro tutte le attività già sul territorio, come avviene già in Piemonte ed Emilia-Romagna. Il testo stabilisce i tempi di adeguamento: gli esercizi pubblici (bar, tabacchi, ecc.) devono rimuovere le slot entro 18 mesi dalla data di entrata in vigore della modifica. I comuni però possono prorogare questo termine fino a cinque anni qualora gli apparecchi siano collocati all'interno dell'unico esercizio di vendita al dettaglio di prodotti alimentari o dell'unico esercizio di somministrazione di alimenti e bevande esistente nel territorio. Quanto alle sale, devono adeguarsi (cioè chiudere o trasferirsi) entro tre anni, che diventano cinque per le autorizzazioni decorrenti dal 1° gennaio 2014. 

Un'altra modifica dà ai comuni una larghissima autonomia nella disciplina dei punti di gioco. Stabilisce che nel caso in cui le amministrazioni locali abbiano disposizioni in contrasto con la legge regionale su distanze e luoghi sensibili, prevalgano le norme più restrittive. Infine, i comuni devono trasmettere all'Osservatorio sul fenomeno del gioco d'azzardo, organo previsto dalla legge regionale, la mappatura delle sale da gioco autorizzate. La discussione sul “Collegato”, che contiene la proposta di modifica, continuerà nella prossima seduta del Consiglio regionale, prevista giovedì 6 febbraio.

Gli emendamenti - Sulla proposta di modifica alla legge regionale sul gioco, espressione della maggioranza di centro-sinistra, sono arrivati numerosi emendamenti, che saranno votati in Consiglio. Due fra i più incisivi sono stati presentati da Stefano Parisi (candidato per il centro destra alle scorse elezioni regionali) e puntano a migliorare la situazione dei punti di gioco. Il primo salvaguarda le attività già esistenti, limitando l'applicazione del distanziometro alle nuove aperture e alle nuove concessioni per gli apparecchi (quelle attuali scadranno nel 2022). Il secondo chiede di eliminare dal testo il comma che privilegia le norme più restrittive in caso di contrasto fra la legge regionale e le ordinanze dei comuni. Per il resto, si registrano istanze opposte sui tempi di adeguamento al distanziometro. L'emendamento Maselli (Fratelli d'Italia) vuole dilatare da 18 a 36 mesi il periodo entro il quale gli esercizi pubblici sotto distanza devono dismettere le slot, e propone per le sale l'adeguamento non a tre anni ma «a far data dall'avvio delle nuove concessioni». Valentina e Pernarella (M5S), al contrario, chiedono che i tempi siano ridotti a 12 mesi sia per gli esercizi pubblici che per le sale. 

MF/Agipro

 

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