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Ultimo aggiornamento il 31/07/2021 alle ore 20:54

Attualità e Politica

23/06/2021 | 09:10

Antimafia, la relazione del Comitato sull'emergenza Covid: "Solo una parte dei giocatori si è spostata online"

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Antimafia relazione Comitato emergenza Covid online

ROMA - Durante la pandemia, «per lunghi periodi buona parte dell'offerta pubblica di gioco basata su rete fisica, analogamente ad altri settori commerciali (ristoranti, cinema, impianti sportivi e altri), è stata chiusa o limitata, al fine di contenere la circolazione del virus Sars-Cov-2» e ma «solo una parte della domanda fidelizzata dai servizi di raccolta fisica si sarebbe effettivamente spostata sull'online». È la conclusione del Comitato per la prevenzione e la repressione delle attività predatorie della criminalità organizzata durante l'emergenza sanitaria, coordinato da Paolo Lattanzio (PD).
L'aumento della raccolta in questo settore «deve essere attentamente ponderato, anche alla luce del fatto che il volume di gioco online si mostrava in crescita già prima dell'emergenza: per stimare l'effetto delle chiusure, dall'aumento complessivo registrato andrebbe scorporato il trend di crescita già in atto», si legge nella relazione. «Dopo la fine del lockdown, risulta che la quota di mercato online è tornata, in termini tendenziali, ai livelli precedenti: occorre valutare se le trasformazioni e le variazioni occorse per via delle restrizioni attuate contro lo sviluppo della pandemia portino a delle mutazioni di carattere stabile e a regime, oppure non si risolvano in tendenze transitorie e quindi siano riassorbite, al momento del ritorno all'ordinario
svolgimento dell'attività».
Per capire se in questi mesi si siano stabilizzati nuovi modelli di consumo, «dovrà essere valutata la situazione che si verrà a creare dopo le riaperture di luglio 2021. Non può escludersi che una parte del maggior consumo online possa essere intercettata -attraverso siti clandestini - dall'offerta illegale che in questo settore era già presente e in ascesa. Analogamente va verificato se le chiusure abbiano determinato la comparsa di nuovi punti di offerta clandestina anche per il gioco su rete fisica», prosegue la relazione. «Occorre da ultimo valutare se le chiusure degli esercizi di gioco legale non possano aver favorito le organizzazioni mafiose che, in certa misura ed in talune circostanze di conclamata infiltrazione, traevano vantaggio da tali attività», conclude la relazione.
MSC/Agipro

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