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Ultimo aggiornamento il 24/07/2026 alle ore 19:00

Attualità e Politica

24/07/2026 | 17:15

As.Tro replica a “La Guida Cuneo”: “Importanza approfondimento sul gioco non può essere svilita da diffusione di dati inesatti”

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As.Tro replica La Guida Cuneo Importanza approfondimento gioco diffusione dati inesatti

ROMA – “L’importanza di ogni approfondimento riguardante le problematiche correlate al gioco lecito non può essere svilita dalla diffusione di dati inesatti che, il più delle volte, sottintende l’intenzione di offrire una rappresentazione dei fatti artificiosamente allarmistica”. È quanto sottolinea l’Assotrattenimento (As.Tro) in una lettera firmata dal presidente Massimiliano Pucci e inviata al direttore responsabile del quotidiano “La Guida Cuneo" in risposta a un articolo pubblicato ieri. Il tema è, ancora una volta, la confusione nella distinzione tra spesa e raccolta. Infatti, ricorda l’associazione, “per misurare la spesa sostenuta dai giocatori occorre sottrarre dalla raccolta (le somme puntate) gli importi tornati nella disponibilità dei giocatori per effetto delle vincite”. Sulla base di questo criterio, “emerge che nel 2025 i piemontesi hanno complessivamente speso per il gioco 1,19 miliardi di euro, il che corrisponde ad una spesa annua pro capite (comprendente sia il gioco fisico che quello on line) pari a 280 euro (0,77 euro al giorno) e non a 2.328 euro”, come invece indicato dal quotidiano.

Un altro punto della lettera riguarda la legge regionale n. 19/2021, che secondo il quotidiano starebbe comportando una crescita della domanda di gioco lecito. Un’affermazione che “non corrisponde al vero”, evidenzia As.Tro; anzi, in Piemonte “si sta assistendo a un calo del gioco fisico: dal 2024 al 2025 la raccolta del gioco fisico è calata del 4,5% e la spesa del 16,9%”. L’associazione, infatti, ricorda che la legge in questione fa riferimento solo al gioco fisico, e quindi “non è corretto fare riferimento ai dati sulla spesa comprendenti anche quella destinata al gioco online”.

A proposito della legge regionale, con riferimento alle proposte fin qui presentate per la sua modifica, per As.Tro “ciò che più sconcerta è che le stesse si prefiggono l’obiettivo di ripristinare l’efficacia retroattiva della normativa sulle distanze minime dai luoghi sensibili”. La retroattività, per l’associazione, porterebbe al “depauperamento degli investimenti sostenuti dai titolari delle attività esistenti, insediatesi sul territorio nel pieno rispetto della legge, sulla quale i titolari hanno fatto legittimo affidamento”, oltre a conseguenze per i lavoratori “che perderanno la loro occupazione per effetto di una scelta politica consapevole del legislatore regionale”.

RED/Agipro

 

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