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Ultimo aggiornamento il 30/01/2026 alle ore 19:00

Attualità e Politica

30/01/2026 | 16:19

Bingo, in Senato la sentenza del Consiglio di Stato sulla rideterminazione del canone di concessione

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Bingo in Senato la sentenza del Consiglio di Stato sulla rideterminazione del canone di concessione

ROMA - È stata pubblicata in Senato la sentenza del Consiglio di Stato che ha annullato la nota dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli con cui erano state negate la sospensione e la rideterminazione del canone bingo per le concessioni in regime di proroga. Il provvedimento è stato inserito nell’Elenco delle procedure giurisdizionali e di precontenzioso con l’Unione Europea, nella sezione dedicata ai rinvii pregiudiziali ai sensi dell’articolo 267 del Trattato sul funzionamento dell’Unione Europea. L’atto è stato presentato dal ministro per gli Affari europei, il Pnrr e le politiche di coesione, Tommaso Foti.

Come si legge nel documento trasmesso al Parlamento, la sentenza riguarda le concessioni per la gestione del gioco del bingo e, in particolare, il potere dell’amministrazione di modificare unilateralmente le condizioni economiche delle concessioni in caso di proroga tecnica. Il Consiglio di Stato ha sollevato dubbi sulla compatibilità con il diritto dell’Unione Europea di una normativa nazionale che, nel disporre una proroga automatica delle concessioni in scadenza, impone ai concessionari un aumento del canone senza tener conto delle dimensioni e del fatturato delle singole imprese. A ciò si aggiunge “l’obbligo di accettare la proroga e il relativo aumento del canone, aggravato dal divieto di cessione dei locali, come condizione necessaria per poter partecipare alle future gare”.
La questione si mostra in continuità con la sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione Europea del 20 marzo 2025, che ha chiarito come le proroghe onerose non siano compatibili con il diritto comunitario. Secondo i giudici di Lussemburgo, infatti, “il legislatore nazionale non può prorogare unilateralmente le concessioni di servizi imponendo, come contropartita, un canone uguale per tutti e indipendente dal fatturato, mantenendo al contempo il divieto di trasferimento dei locali e subordinando la partecipazione alle future gare all’accettazione di tali condizioni”.

FRP/Agipro

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