Attualità e Politica
10/08/2026 | 15:39
10/08/2026 | 15:39
ROMA - L’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni fissa le nuove regole per le campagne di comunicazione sul gioco responsabile. Nelle Linee guida per operatori di gioco e media appena pubblicate sul sito, l’Authority introduce diversi paletti su testimonial, uso dei loghi (ammesso il marchio, non il prodotto di gioco) e finalità delle campagne promozionali. Inoltre, nella comunicazione audiovisiva tradizionale, si raccomanda di evitare i formati brevi – billboard, short video, L-shape – non adeguati a veicolare il messaggio di contrasto al gioco.
Stretta sui testimonial – L’impiego di testimonial potrebbe non essere coerente con le finalità di prevenzione perseguite. Il rischio è di contribuire a rafforzare la percezione del gioco come attività ordinaria o “normalizzata”, mentre la massima centralità va data al messaggio sociale di prevenzione. Nel nuovo assetto regolatorio, la figura del testimonial all’interno delle campagne per il gioco responsabile subisce una ridefinizione profonda e rigorosa. L’obiettivo è spazzare via qualsiasi zona grigia che consenta agli operatori di utilizzare personaggi di forte richiamo pubblico per aggirare il divieto di pubblicità previsto dal Decreto Dignità. Per questo, deve essere evitato “l’utilizzo di testimonial già associati ad ulteriori attività a carattere autonomo che utilizzano il marchio del concessionario”. L'Autorità ritiene che la proliferazione incontrollata (anche in collegamento a operatori non autorizzati) di account social di tipster con sedicenti capacità predittive e l’offerta di “metodologie” per le vincite nei giochi di fortuna (quali le slot machine) debba essere limitata in primo luogo alla fonte, e cioè sulle piattaforme digitali che raccolgono proventi pubblicitari di questi inserzionisti, spesso facenti capo a operatori non autorizzati in Italia e/o illegali.
Uso limitato dei loghi - Sul fronte dell'uso del brand, il logo o marchio del concessionario è consentito al solo scopo identificativo per attestare che la comunicazione proviene da un operatore autorizzato e legale, ma dovrà occupare uno spazio visivo assolutamente marginale, privo di rilievo o animazioni, lasciando una prevalenza netta al messaggio di contrasto al Disturbo da Gioco d’Azzardo (Dga). Per Agcom, la comunicazione sociale ed educativa non deve trasformarsi in uno strumento promo-pubblicitario camuffato. Il testo del messaggio deve evitare qualsiasi riferimento al concessionario e non costituire un invito a giocare sulla piattaforma. Vietati slogan commerciali, payoff con valenza promozionale, riferimenti a bonus o promozioni.
Tra le principali novità, le comunicazioni sul gioco responsabile che devono essere chiaramente riconoscibili come messaggi di prevenzione e di tutela. In questa ottica, figura il recepimento dello standard europeo relativo ai marcatori di rischio che identificano i comportamenti potenzialmente rischiosi. L’Autorità ne prende a riferimento nove per rilevare tempestivamente dinamiche di gioco problematiche. Tra questi rientrano l'improvvisa variazione del volume o della frequenza delle puntate, l'accelerazione dei ritmi di gioco, l'aumento della frequenza dei depositi e dei relativi tentativi falliti, l'annullamento delle richieste di prelievo, la durata prolungata delle sessioni – specie se concentrate in orari notturni –, l'utilizzo contemporaneo di una pluralità di prodotti e i continui tentativi di modifica dei limiti personali di spesa. Tali marcatori dovranno guidare le campagne di sensibilizzazione destinate al pubblico generale, ma soprattutto alimentare i sistemi automatici di notifica e di messaggistica di moderazione, inviati direttamente dai concessionari ai titolari di conti di gioco che mostrano segnali di anomalia.
Tutela salute minori e Under 24 – L'Autorità ritiene che, in continuità con norme pre-esistenti (cd Decreto Balduzzi6) e cogenti (Schema di convenzione ADM), sia opportuno che la fascia 18-24 anni sia meritevole di particolari attenzioni, ma senza esclusioni che potrebbero limitare la capacità della comunicazione di gioco responsabile di incidere sui comportamenti del pubblico. La funzione di tutela dei soggetti maggiormente esposti è pertanto perseguita non mediante la loro esclusione dal targeting comunicativo, bensì mediante la predisposizione di messaggi specificamente adattati, strettamente informativi e privi di finalità promozionali, differenziati per i minori (fasce 11-13 e 14-17), per la fascia 18-24 anni — valorizzando i limiti indicati dallo Schema di convenzione ADM, quali il tetto di spesa e di ricarica e i limitiorari di gioco — e per gli anziani, convenzionalmente individuati dall’ISTAT negli ultrasessantacinquenni. In luogo di categorie definitorie generali quali «under 25» e «over 65», oggetto di rilievi in consultazione sotto il profilo della determinatezza, l’Atto adotta pertanto “un criterio di segmentazione” ancorato a fasce di età già note all’ordinamento e alle statistiche ufficiali e raccomanda ai soggetti che realizzano le campagne l’effettuazione di pre-test del messaggio sul segmento di destinazione prima della diffusione, con verifica di comprensione e assenza di effetti di normalizzazione, nonché la conservazione e la disponibilità dei criteri di segmentazione e dei piani media adottati.
Niente promozioni di jackpot o bonus – L’Autorità ritiene che le osservazioni formulate dagli operatori evidenzino correttamente l’esigenza di distinguere, sul piano applicativo, tra comunicazioni diffuse al pubblico indistinto, comunicazioni contestuali rese nei punti vendita fisici e comunicazioni funzionali veicolate tramite canali digitali o rivolte a utenti già registrati. Tale differenziazione può essere valorizzata, purché non determini un abbassamento del livello di tutela né consenta forme indirette di promozione del gioco con vincita in denaro. In tale prospettiva, i materiali informativi presenti nella rete fisica possono assolvere una funzione di orientamento e prevenzione, a condizione che restino privi di elementi incentivanti, di richiami a vincite, bonus o vantaggi economici e siano chiaramente riconducibili a finalità di tutela dell’utente. Quanto ai canali digitali, l’Autorità condivide l’opportunità di considerarne la crescente rilevanza nella fruizione informativa e nella pianificazione delle campagne, anche al fine di raggiungere in modo più efficace i destinatari maggiormente esposti ai rischi connessi al gioco. Resta tuttavia necessario che l’utilizzo del web, dei social network e di eventuali formati editoriali o interattivi sia accompagnato da presidi chiari: assenza di collegamenti diretti all’offerta di gioco, separazione effettiva tra contenuti informativi e promozionali, prevalenza del messaggio di prevenzione e adozione di modalità tecniche idonee a evitare l’accesso dei minori a contenuti non appropriati.
NT/Agipro
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