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Ultimo aggiornamento il 24/02/2026 alle ore 13:32

Attualità e Politica

24/02/2026 | 10:40

Casinò illegali, “Il Fatto Quotidiano”: Spike e gli altri, la galassia degli streamer che promuovono il gioco non autorizzato

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Casinò illegali Il Fatto Quotidiano Spike galassia streamer promuovono gioco non autorizzato

ROMA – Canali da centinaia di migliaia, se non milioni, di follower, con ricavi astronomici fatti attirando giocatori, spesso giovani e addirittura minori, verso piattaforme di gioco illegali. È il panorama tracciato da “Il Fatto Quotidiano”, che cita anche un’inchiesta di “Investigate Europe”, e che riguarda quegli streamer che, nelle proprie live sulle varie piattaforme social, soprattutto YouTube e Twitch, pubblicizzano i siti dei casinò illegali, ovvero privi di licenza per operare in Italia, in quella che viene definita una vera e propria operazione di marketing. In barba al Decreto Dignità, che vieta la pubblicità del gioco d’azzardo in Italia.

L’ESEMPIO DI SPIKE – Per questo, ad esempio, lo streamer Spike, il caso preso in esame nell’articolo, è già stato multato due volte dall’Agcom, una nel 2022 e l’altra nel 2024, per un totale di 2 milioni di euro. Spike, originario di Isernia ma residente a Malta, tempesta quasi ogni giorno i suoi follower con live piene di colori, suoni e risate, indirizzando gli spettatori verso i casinò nei quali giocare, con tanto di comparatore per le “migliori offerte”. Piattaforme tutte illegali, come detto, e tutte legate alla società Soft2Bet, che possiede una vera e propria rete di casinò illegali, molti dei quali rientrano nella lista nera dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli.

I NUMERI – Una rete che produce numeri da capogiro. Basti pensare che le piattaforme di gioco illegale offrono agli streamer, che diventano veri e propri “affiliati” di Soft2Bet, una commissione fissa di 100 euro per ogni nuovo giocatore che si registra alle piattaforme tramite i link forniti dagli streamer stessi. Inoltre, gli affiliati incassano una cifra tra il 45% e 60% delle perdite di ciascun utente, stimate in media tra gli 800 e i 1.000 euro ogni anno. E il bacino di utenza di questi streamer è vastissimo: nell’inchiesta viene citato il caso di un altro streamer italiano, Tony Tubo, che “vanta” 400mila followers e che solo a dicembre 2025 ha indirizzato 10mila utenti ai casinò illegali collegati a Soft2Bet.

UNA RETE INTERNAZIONALE – Non si tratta, ovviamente, solo di un caso “italiano”. La rete, infatti, è internazionale: nell’articolo, che rappresenta solo un piccolo spaccato dell’intero panorama, vengono citati i casi dello spagnolo Llobeti4, che “intrattiene” i suoi 2,2 milioni di followers con video di macchine di lusso e non solo, ma poi pubblicizza anche le piattaforme di gioco illegali; o il greco Snik, rapper molto popolare in patria (600mila followers) che nel suo secondo canale SnikWins attira giocatori su piattaforme, anche in questo caso, illegali. Lo schema è sempre lo stesso: attirare utenti, spesso giovanissimi se non minorenni, con video di auto di lusso e grattacieli sfarzosi, per poi indirizzarli verso piattaforme di live streaming in cui pubblicizzano questi casinò illegali. Il paradosso è che gli streamer non giocano con i propri soldi ma con un credito che viene loro assegnato dalle piattaforme, per cui il rischio, per loro, è nullo e sono solo chiamati a recitare per illudere gli spettatori. Una rete che si muove nell’ombra: i pagamenti avvengono tramite criptovalute per mantenere l’anonimato e anche i canali sono difficili da chiudere una volta per tutte: nel 2023 Agcom ha multato anche Google, proprietaria di YouTube, per 2,2 milioni di euro, dopo una prima multa da 1,2 milioni nel 2022 proprio relativa alle attività di Spike. Ma le piattaforme, come prevede il Digital Service Act europeo, posso intervenire solo in seguito a una segnalazione: prima, non sono responsabili dell’illecito. E per questo, anche una volta chiuso un profilo, questi streamer proseguono aprendone altri.

AB/Agipro

Foto credits Flickr  Japanexperterna.se  CC BY-SA 2.

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