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Ultimo aggiornamento il 26/01/2026 alle ore 16:50

Attualità e Politica

26/01/2026 | 13:54

Catania, Cassazione conferma condanna a due anni e dieci mesi per peculato: “Gestore di apparecchi ha trattenuto illecitamente il prelievo”

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Catania Cassazione conferma condanna a due anni e dieci mesi per peculato: “Gestore di apparecchi ha trattenuto illecitamente il prelievo”

ROMA - La Corte di Cassazione ha confermato la condanna a due anni e dieci mesi di reclusione per peculato ad un gestore di apparecchi da gioco leciti a Catania. Il ricorrente si era appropriato di oltre 81mila euro di Prelievo Unico Erariale (Preu), somme riscosse dai giocatori ma destinate allo Stato.

Il caso riguarda il periodo tra dicembre 2011 e dicembre 2012, durante il quale il titolare della società, che aveva un contratto di servizi con un concessionario autorizzato, ha trattenuto parte delle somme riscosse a titolo di Prelievo erariale unico (Preu), previsto dalla legge sui giochi leciti.
La Corte d’Appello di Catania aveva già condannato il gestore, riconoscendo che le somme riscosse dai giocatori appartengono immediatamente allo Stato e che, in quanto “incaricato di pubblico servizio”, il ricorrente aveva violato l’articolo 314 del codice penale appropriandosi dei fondi (reato di peculato).

Il ricorso presentato in Cassazione, basato sull’argomento che il Preu non sarebbe denaro pubblico fino al calcolo dell’importo dovuto, è stato dichiarato inammissibile. La Corte ha ribadito che il concessionario ha la qualifica di “agente contabile” e che il gestore partecipa alle attività proprie del concessionario, assumendo così la "responsabilità di pubblico servizio".
“Il denaro riscosso dai giocatori, pur essendo calcolato successivamente, appartiene immediatamente alla pubblica amministrazione – sottolinea la sentenza – e chi lo trattiene per sé realizza appropriazione indebita e, quindi, peculato”.

FRP/Agipro

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