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Ultimo aggiornamento il 19/09/2020 alle ore 20:36

Attualità e Politica

04/02/2020 | 10:00

Conferenza Dla Piper a Londra, Rodano (CPO Playtech): “Licenza Ue ormai impraticabile, imminente l’apertura dei mercati in Germania e Olanda”

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Conferenza Dla Piper Londra Rodano CPO Playtech

LONDRA, dal nostro inviato - «Non credo ad un licenza europea del gioco, sono trascorsi oltre dieci anni dal periodo del Commissario Ue McCreevy e nulla è cambiato, anzi è stato soppresso il gruppo di esperti online, che era una piattaforma idonea a discutere e trovare soluzioni comuni almeno per le cosiddette buone pratiche». Francesco Rodano, Chief Policy Officer di Playtech, giudica così lo scenario europeo del gaming, durante una conferenza organizzata dallo studio legale DLA Piper a Londra. Qualcosa si muove intanto in due grandi mercati come Germania e Olanda: «Sì, stanno finalmente aprendo, anche se occorre essere molto prudenti. In Germania la situazione è ancora un po’ incerta: dai casinò ai limiti di deposito alle scommesse live. Hanno anche preparato l’introduzione di un algoritmo che individua i giocatori a rischio sin dai primi comportamenti di gioco. L’Olanda sembra molto promettente, con 200 compagnie interessate (tanto per avere un'idea: sono 18 in spagna e 80 in Italia) e 17 milioni di abitanti. Per entrambi i mercati, agli operatori servirà una tempistica giusta, in Olanda si è andati avanti con tanti rinvii e una lunga consultazione. Ora si è quasi pronti ma ci si può fidare? Difficile dirlo». Secondo Rodano, i due nuovi mercati in fase di regolamentazione significano anche «due nuovi set di nuove regole da rispettare per l’industria, con i conseguenti costi e impegni. La sfida più grande è la crescita responsabile, per evitare contraccolpi come in Italia o Gran Bretagna. Il gioco responsabile deve essere comunicato ormai con la stessa intensità con cui si comunicano i prodotti. In entrambi i casi siamo alla fase della bozza e può succedere di tutto, stiamo discutendo di cose che ancora non sono certe e le possibili limitazioni, specie in Germania, potrebbero danneggiare le chance di successo di un operatore». Playtech è aperta a fornire servizi B2B e alla creazione di joint venture ma – afferma Rodano – «occorrerà vedere cosa succede: i primi anni sono fondamentali, anche per testare le reazioni dell’opinione pubblica ed attirare operatori. In ogni caso, è chiaro che il gioco responsabile non deve solo essere uno slogan buono per le Pr degli operatori, deve far parte del Dna di tutta l’industria», ha concluso.
NT/Agipro

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