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Ultimo aggiornamento il 23/05/2022 alle ore 20:49

Attualità e Politica

26/04/2022 | 17:48

Contrasto al match fixing, oggi a L'Aia la prima conferenza congiunta Europol-Uefa

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Contrasto al match fixing oggi a L'Aia la prima conferenza congiunta Europol Uefa

ROMA - Collaborazione operativa tra le forze dell'ordine e funzionari dell'Integrity del calcio, individuazione precoce di scommesse sospette, lotta al crimine organizzato. Questi alcuni degli argomenti discussi oggi nel corso della prima conferenza congiunta Europol-Uefa sul contrasto al match fixing. A L'Aia, città olandese quartier generale dell'agenzia, erano presenti 109 alti funzionari delle forze dell'ordine, delle autorità giudiziarie e delle associazioni calcistiche nazionali di 49 paesi. Oltre alle misure operative, si legge in una nota Europol, uno dei temi cardine del meeting è stata la prevenzione, con discussioni incentrate sui nuovi regolamenti adottati di recente e sugli strumenti progettati per prevenire le combine e facilitare la condivisione delle informazioni.
«Il crimine organizzato ha subito capito che molti club stavano soffrendo finanziariamente dopo la pandemia di Covid19. E dove c'è meno denaro, i giocatori, gli allenatori, i funzionari e anche i dirigenti dei club sono sempre più vulnerabili a essere corrotti dai "fixers" - ha commentato Burkhard Mühl capo dell'European Financial and Economic Crime Centre di Europol - Con gli enormi profitti associati a "rendere l'imprevedibile prevedibile", assistiamo a sempre più casi di partite truccate e risultati sospetti. La cooperazione tra le forze dell'ordine e le organizzazioni sportive è vitale non solo per individuare e indagare casi di possibile corruzione, ma anche per fermare tali attività  prima ancora che possano iniziare».
Secondo Angelo Rigopoulos, Managing Director of Integrity and Regulatory della Uefa, «questa prima conferenza congiunta è un importante passo avanti nella lotta contro il match fixing, e manda un segnale sul fatto che entrambe le organizzazioni sono disposte a unire le loro forze per ridurre al minimo questo fenomeno». «Oggi più che mai - ha aggiunto Vincent Ven, capo dell'Anti-Match-Fixing della Uefa - il calcio europeo e le forze dell'ordine devono rimanere uniti e offrire reciproco sostegno per proteggere questo sport, attraverso la cooperazione, l'attuazione di progetti comuni e lo scambio di informazioni».
Al momento, gli esperti del Centro Europeo per il Crimine Economico e Finanziario di Europol lavorano con le autorità di polizia di tutta l'Unione Europea per indagare sulle partite sospette e sui gruppi criminali che orchestrano le frodi. Il team di esperti anti-match fixing della UEFA lavora invece su educazione, intelligence, indagini e cooperazione con la sua rete di 55 Integrity Officers e con i principali stakeholder e partner, con particolare attenzione alla prevenzione.
LL/Agipro

Foto credits OSeveno/Wikimedia Commons/CC BY-SA 3.0

 

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