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Ultimo aggiornamento il 24/02/2026 alle ore 16:33

Attualità e Politica

24/02/2026 | 13:32

Convegno su riordino retail, Vaccari (Pd): “Modificare il decreto prima che arrivi in Parlamento”

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Convegno su riordino retail Vaccari (Pd): “Modificare il decreto prima che arrivi in Parlamento”

ROMA – “Bisogna intervenire sul decreto legislativo di riordino del gioco fisico prima del suo arrivo in Parlamento. Questo può avvenire con la collaborazione tra le forze di opposizione e quelle forze della maggioranza che non sono convinte dalle indiscrezioni che emergono sul testo”. Queste le parole di Stefano Vaccari, deputato del Partito Democratico, durante il convegno “Le nuove regole del gioco tra riordino e nuovi bandi”, organizzato alla Camera dei Deputati dai Liberali-Cristiano-Democratici, aderenti al gruppo parlamentare della Lega. 

“Le Regioni – ha aggiunto – hanno sbagliato ad accettare la compartecipazione al gettito fiscale degli apparecchi da gioco, stabilita dalla Legge di Bilancio 2026. Hanno inoltre ragione le associazioni di categoria del gioco fisico quando dicono che sarebbe servita una riforma organica del gioco e non divisa in pezzi. Si è sbagliato a partire con il gioco online e certamente si sarebbe dovuto fare di più per ridurre l'asimmetria di tassazione con il retail. La stratificazione normativa che si è accumulata per regolamentare il settore ha lasciato aperti troppi spazi per gioco illegale, riciclaggio di denaro e ludopatia. Per rendere il settore più forte e più sicuro servono regole più chiare, senza demonizzazioni. Certamente è positivo modificare alcune regole su limitazioni orarie e distanze minime, come anche la riduzione dell'offerta complessiva, che però deve riguardare tutto il gioco nel suo complesso e non solo gli apparecchi”.

“Difendo la scelta di dividere la riforma in due parti tra online e fisico perché c'era l'urgenza di intervenire a tutela dei giocatori, contro la ludopatia e contro fenomeni di riciclaggio di denaro”, ha ribattuto Laura Cavandoli, deputata della Lega. “Necessario che il riordino – ha concluso – tuteli la salute dei cittadini, gli interessi economici degli operatori e anche le ragioni fiscali dello Stato. Se il Governo non ha ascoltato adeguatamente le ragioni delle associazioni di categoria bisognerà rimediare e le audizioni nelle commissioni parlamentari, che ci saranno dopo la presentazione del decreto legislativo, potranno essere una buona occasione”.

DVA/Agipro

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