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Ultimo aggiornamento il 16/08/2018 alle ore 10:00

Attualità e Politica

07/08/2018 | 09:40

Decreto Dignità, Lanza (M5S): "Non vogliamo proibire il gioco, ma la pubblicità è diventata troppo pervasiva"

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Decreto Dignità Lanza M5S gioco

ROMA - Con il decreto Dignità «andiamo a regolamentare un settore, quello delle scommesse e del gioco d'azzardo, che negli ultimi anni ha vissuto e prosperato nella mancanza di paletti e regole. Questo Governo e questa maggioranza politica non proibiscono le scommesse o il gioco in sé. Non siamo al proibizionismo, né mai ci arriveremo. Qui si vieta solamente la pubblicità, diventata ormai troppo pervasiva in tutti i media, tradizionali e non. Si vietano l'incitamento a scommettere e il messaggio e l'idea per cui scommettere sia la via più facile per la ricchezza e per superare le difficoltà». Lo ha detto il senatore Gabriele Lanzi (M5S), intervenuto in Aula nel corso della discussione generale sul decreto Dignità. «La linea del Governo e di questa maggioranza è molto chiara: il nostro obiettivo è quello di tendere al bene comune, guardando alle persone e non ai portatori di interesse», spiega. «Lo Stato non può permettere la promozione del gioco d'azzardo. Le persone sono libere di bere, di fumare o di avere abitudini non salutari, però sono libere scelte individuali. Stessa cosa vale per il gioco d'azzardo: non si può permettere che le persone vengano stimolate e, quindi, incoraggiate a prendere queste abitudini; non si può permettere che le persone vengano spinte verso comportamenti che possono avere conseguenze sociali importanti», ha aggiunto il senatore Arnaldo Lomuti (M5S), mentre Stanislao Di Piazza (M5S) interviene sulla «trasparenza del settore: non è accettabile che società che operano in regime di concessione pubblica possano portare avanti la loro attività senza dichiarare chi sono gli effettivi proprietari e quindi chi beneficerà dei proventi economici, perché dispersi dentro grandi fondi di investimenti internazionali o schermati da società fiduciarie. Questo è un compito che la costituenda Commissione antimafia dovrà sicuramente controllare e verificare». Guarda al futuro anche il senatore Giovanni Endrizzi (M5S) che, oltre alla tessera sanitaria per l'uso delle slot e delle VLT ipotizza «l'introduzione di un tesserino dedicato, con limiti di orario e di spesa, in rapporto al reddito», oltre all'accesso al fondo antiusura per le famiglie, le distanze minime dei punti gioco dai luoghi sensibili e i limiti orari, «fatta salva la potestà legislativa delle Regioni e regolativa dei Comuni nel determinare forme di protezione anche maggiori», con l'obiettivo di «ridurre il volume complessivo dell'azzardo e riportare il nostro Paese a una dimensione più ragionevole».
MSC/Agipro

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