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Ultimo aggiornamento il 10/12/2018 alle ore 12:45

Attualità e Politica

07/08/2018 | 09:50

Decreto Dignità, Zaffini (FDI): "Riforma del gioco senza invarianza delle entrate è una contraddizione"

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Decreto Dignità Zaffini gioco

ROMA - «Anche se il Governo ci promette che entro sei mesi produrrà una riforma del gioco - e di questo siamo ben felici, perché questo è un provvedimento che incide su un'infinitesima parte del problema - siamo fortemente preoccupati. Il relatore ci comunica che il Governo intende garantire almeno l'invarianza delle entrate: questa è una trappola gigantesca». Lo ha detto il senatore Francesco Zaffini (FDI), intervenuto in Aula nel corso della discussione generale sul decreto Dignità. Il gioco «produce all'erario un gettito significativo - anche se a nostro avviso tutto da valutare, specialmente in proporzione ai costi sanitari di questo gettito - ma se si vuole ridurre l'impatto» del gioco patologico, «lo si può e lo si deve fare solo evidentemente limitando questa disponibilità. Ma, nel momento in cui limitiamo questa disponibilità, è assolutamente impossibile che il gettito per l'erario resti invariato. È una contraddizione e una ipocrisia». Un'altra contraddizione, spiega, è rappresentata dall'introduzione del logo No-Slot. «Nessun esercizio commerciale applicherà il marchio "no slot" se non adeguatamente incentivato. È evidente che oggi un esercizio commerciale ha una perdita secca nel non ospitare gli apparecchi per il gioco automatico. Questa perdita in qualche misura deve essere colmata, o con una incentivazione o con una minor tassazione. Insomma, in poche parole, delle due l'una: è evidente che chi non installa apparecchi per il gioco automatico deve essere in qualche misura incentivato a non farlo. Non bastano qui le buone intenzioni, assolutamente», conclude.
MSC/Agipro

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