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Ultimo aggiornamento il 19/09/2020 alle ore 20:36

Attualità e Politica

16/09/2020 | 16:25

Elezioni e giochi, speciale Campania: la nuova legge a rischio solo in caso di vittoria pentastellata

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Elezioni e giochi speciale Campania: la nuova legge a rischio solo in caso di vittoria pentastellata (1)

ROMA – Il centro-sinistra con il governatore uscente Vincenzo De Luca, il centro-destra con Stefano Caldoro, il Movimento Cinque Stelle con Valeria Ciarambino: sono i tre schieramenti principali in lizza in Campania, per le elezioni regionali di domenica e lunedì prossimi. Tre gruppi che nei mesi scorsi hanno collaborato per dotare la regione della sua prima legge organica sui giochi, anche se poi, al momento di votarla in aula, il 10 febbraio di quest'anno, i pentastellati hanno ritirato la firma. 

Per questo motivo, la legge, che ha incontrato anche il moderato favore degli operatori del settore, sembra in pericolo solo in caso di vittoria elettorale del Movimento Cinque Stelle. Il testo vieta l'apertura di attività di gioco (sale dedicate, corner, esercizi pubblici che installano apparecchi) a meno di 250 metri da scuole, ospedali e luoghi di culto. Nello stesso tempo viene previsto che il regime delle distanze non si applichi alle attività pre-esistenti all'entrata in vigore della legge, a condizione che siano dotati o si dotino di una serie di requisiti volti a prevenire e contrastare il gioco problematico. Per quanto riguarda gli orari di esercizio delle slot, viene introdotta una disciplina differenziata: gli esercizi pubblici (bar, tabacchi, ecc.) devono osservare una sospensione di complessive 12 ore giornaliere. Per le sale la sospensione è di 8 ore giornaliere. 

Nel giugno scorso, la legge regionale sui giochi è stata leggermente modificata. I sindaci sono ora chiamati a una più incisiva azione nella prevenzione del gioco problematico, di concerto con le forze dell'ordine. In occasione del dibattito in aula, il M5S ha tentato senza successo di introdurre modifiche fondamentali, che puntavano a raddoppiare il distanziometro, portandolo a 500 metri, a dare ai Comuni la possibilità di individuare ulteriori luoghi sensibili e, soprattutto, a sottoporre al regime delle distanze anche gli esercizi già esistenti. Provvedimenti che, in caso di vittoria elettorale, Valeria Ciarambino metterà quasi sicuramente in pratica.
MF/Agipro

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