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Ultimo aggiornamento il 17/04/2024 alle ore 18:43

Attualità e Politica

14/03/2024 | 17:45

Enada 2024, Agnello (avv. gaming): “Riordino ha solo obiettivi erariali. Tre nuovi oneri a carico dei concessionari, piccole e medie imprese a rischio”

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Enada 2024 Agnello (avv. gaming): “Riordino ha solo obiettivi erariali. Tre nuovi oneri a carico dei concessionari piccole e medie imprese a rischio”

ROMA - “Prima del riordino dei giochi occorreva un riordino del territorio. Il Legislatore ha avuto obiettivi ben precisi che vanno al di là di un’offerta di gioco sicura ed etica. Abbiamo assistito ad un considerevole aumento del prelievo a beneficio delle esigenze di finanza pubblica. I nuovi concessionari del comparto online per operare in Italia dovranno pagare tre canoni: l’una tantum che passa dai precedenti 200mila euro a ben 7 milioni di euro, un canone annuale pari al 3% dei ricavi netti (il doppio rispetto al passato), una fee annuale pari allo 0,2% dei ricavi quale contributo alle campagne informative di contrasto alla ludopatia”. Uno dei legali “storici” del gaming in Italia – Daniela Agnello – esprime forti critiche all’impianto normativo varato dal Governo. A margine di Enada 2024, sottolinea ad Agipronews che il testo “ha fissato il limite massimo delle operazioni di ricarica in contanti a 100 euro per i giochi online ma ha lasciato irrisolte le questioni limiti orari, divieto pubblicità, ma soprattutto il riordino del territorio per procedere alla gara sul fisico attualmente in regime di proroga da giugno 2016. Nella relazione tecnica a corredo dell’intervento legislativo leggiamo che l’importo di 7 milioni di euro è giustificato dalla crescita della raccolta che nel 2023 ha registrato una crescita del 127 percento rispetto al 2019 con previsione di ulteriore crescita stimata per gli anni successivi. Il settore è fondamentale per l’economia nazionale e gli obiettivi del legislatore sono prettamente erariali”. Solo una imprenditoria solida e ben strutturata può permettersi i consistenti investimenti richiesti, sembra chiaro: “E’ così. Cosa faranno gli operatori e quale destino aspetta le piccole e medie aziende? Già si registrano le prime lamentele. I tempi sono maturi per le fusioni e le incorporazioni. Ma i piccoli imprenditori, coloro che hanno vissuto il sistema dei giochi sin dagli anni 90 saranno destinati a scomparire”.

NT/Agipro

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