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Ultimo aggiornamento il 25/08/2019 alle ore 10:32

Attualità e Politica

28/03/2019 | 09:55

Giochi, Bologna: "sfratto" per 57 sale slot che non rispettano il distanziometro

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ROMA - Il Comune di Bologna ha inviato l'avviso di sfratto a 57 sale slot. E presto ne partiranno altri 500 per bar e tabaccherie che ospitano macchinette e apparecchi per il gioco d'azzardo. La stretta è la diretta conseguenza degli effetti della legge regionale che prevede una distanza minima di 500 metri da luoghi sensibili. Secondo quanto riporta Il Resto del Carlino, le prime lettere sono state spedite verso la fine di febbraio, dopo che i tecnici dell'assessorato al Commercio hanno terminato la mappatura delle attività. Quello che è emerso era prevedibile: le sale coinvolte sono 57, divise in tutti i quartieri. L'avviso del Comune ha una durata di 6 mesi: entro questo intervallo i gestori potranno scegliere tra la chiusura dell'attività oppure lo spostamento in un'altra zona, inevitabilmente più lontana. In quel caso, dietro la presentazione di prove concrete (come lavori di ristrutturazione o una trattativa di acquisto o cessione spazi in corso), potranno usufruire di un'ulteriore e definitiva proroga di altri 6 mesi. 

«Entro un anno renderemo Bologna ‘slot-free’, come abbiamo sempre detto», ha spiegato l'assessore al Commercio, Alberto Aitini. 
Diverso il discorso per bar, tabaccherie e tutte quelle attività che offrono anche un altro tipo di servizio: anche per loro scatterà lo stop alle macchinette in caso di troppa vicinanza ai luoghi sensibili, ma l'intervallo che porterà al loro addio sarà più lungo. Il loro numero è enorme (circa 500) e il Comune comincerà a inviare le comunicazioni in questi giorni. Bar e tabaccherie «potranno scegliere due strade: segnalare sulle macchinette la data della fine della concessione, oltre la quale non potranno mantenere gli apparecchi, oppure spostarsi», ha spiegato Aitini. Un'interpretazione della legge regionale, infatti, ha stabilito che potranno rimanere accesi fino al termine delle concessioni di rete nazionali, ovvero il 2022, ma visti i ritardi nell'applicazione delle norme, i tempi si stanno quasi armonizzando. 
RED/Agipro

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